Progettazione e Architettura

Nel secondo trimestre 2013 il business dell'ingegneria si è fermato a 90 milioni di euro (-52%)

Giuseppe Latour

La rilevazione è stata fatta dal centro studi degli ingegneri. L'allarme del Cni: «il 2013 rischia di essere l'anno più nero dall'inizio della crisi»

Importi dei bandi per servizi di ingegneria dimezzati in un anno. È quanto emerge dall'analisi semestrale delle gare per l'affidamento dei servizi di ingegneria svolta dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri. Il monitoraggio relativo al secondo trimestre del 2013 dice che ci si è fermati a meno di 90 milioni di euro.

«I segnali negativi emersi nei primi tre mesi dell'anno per quel che riguarda i bandi per servizi di ingegneria trovano conferma anche nel secondo trimestre», si apre così la nota del Centro studi. Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2013 sono stati pubblicati 846 bandi (contro i 974 dello stesso periodo del 2012), ma il vero dato negativo è che i loro importi non sono arrivati neanche a 90 milioni di euro, laddove nel secondo trimestre del 2012 sfioravano i 172 milioni di euro.

Ma le notizie negative per i professionisti non finiscono qui. Il crollo più consistente si è infatti rilevato tra i bandi per i soli servizi di ingegneria senza esecuzione che, come evidenziato dal Cni, sono le uniche gare che i liberi professionisti riescono ad aggiudicarsi: gli importi a base d'asta per tale tipologia di gara superano appena i 34 milioni di euro a fronte dei circa 120milioni del secondo trimestre dello scorso anno. Considerando inoltre che, per questa tipologia di bandi, i liberi professionisti, nelle diverse tipologie di associazione, sono riusciti ad aggiudicarsi solo il 5,4% degli importi (meno di 2 milioni di euro), «c'è un concreto rischio che il 2013 si rivelerà per la categoria come l'anno più nero da quando è cominciata la crisi».

Un passaggio critico viene, infine, dedicato alle carenze formali della documentazione di gara. Secondo la rilevazione, quasi il 60% dei bandi «non dà alcun chiarimento sul criterio utilizzato per la determinazione dell'importo a base d'asta». Sebbene siano tornate in essere le tariffe professionali, solo il 12% circa dei bandi fa riferimento ad esse. Un ulteriore 6,9% segue i dettami del decreto 207/2010, mentre nel 9,2% vengono menzionati altri riferimenti normativi.

Un caos generato anche dal ritardo con il quale il governo sta lavorando al decreto parametri bis. Ampiamente disattesa anche la norma che prevede l'indicazione nei bandi di gara del ribasso massimo consentito: succede solo nel 7,9% dei casi.


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