Progettazione e Architettura

Belluno, task force con le Pa e gli albergatori per il turismo

Paola Pierotti

La Fondazione Belluno Dolomiti ha attivato un confronto per promuovere l'uso della (buona) architettura. Tre storie: l'esperienza dell'Associazione Borghi Autentici, la proposta di Confindustria Belluno Dolomiti per la riattivazione della rete ferroviaria inutilizzata e ancora il modello Alto Adige.

La promozione di concorsi pubblici e privati, come quello promosso da poco a Cortina D'Ampezzo dalla Fondazione Anziani Onlus per la costruzione di una struttura per gli anziani del paese (www.fabd.it); la valorizzazione della linea ferroviaria obsoleta e la riprogettazione delle stazioni con nuovi usi, come proposto da Confindustria Belluno Dolomiti; la proposta di normative regionali innovative per promuovere un prodotto turistico innovativo come quelle avanzate da Federalberghi guidata da Gildo Trevisan e da un rappresentante locale del Cnappc, Franco Frison. Sono queste tre linee di azione emerse dall'evento organizzato la scorsa settimana dall'Ordine degli Architetti di Belluno e dalla sua Fondazione dedicato al binomio «architettura e turismo».

Turismo è cultura ed economia, è un'opportunità per il rilancio di una provincia come quella di Belluno che guarda con ammirazione (e un po' di invidia) ai successi della vicina regione altoatesina, ma che non riesce a sfruttare le condizioni particolarmente favorevoli del paesaggio dolomitico. Il turismo anche come chance per i professionisti che potrebbero essere incaricati per la pianificazione, la progettazione di nuovi paesaggi, progetti di restauro, rifunzionalizzazione e creazione di contenitori con un mix di usi. Alla luce di questa valutazione, gli architetti veneti hanno invitato politica e portatori di interessi a confrontarsi sul futuro del turismo, con l'obiettivo di fare squadra e innescare processi virtuosi. Confronto ad ampio spettro ipotizzando un'innovazione dell'offerta: non solo quindi pensando al restyling delle strutture esistenti, ma valutando l'ipotesi degli alberghi diffusi (tra l'altro previsti in un documento sul futuro del turismo proposto dal nuovo Governo) con particolare attenzione alle aree montane. «Il progetto strategico Italia 2020 – ha commentato Frison – si concentra sul turismo senior, sul favorire esperienze uniche, sull'offerta evoluta in termini di tecnologia, sull'attenzione ai costi dell'energia». Una risposta possibile e concreta su questi temi è stata presentata in occasione del convegno dall'Associazione Borghi Autentici d'Italia che da tempo lavora su questa linea e mette in rete i Comuni virtuosi.

Federalberghi ha presentato e sta portando avanti un progetto con la Regione affinché si possano integrare alla tradizionale offerta alberghiera delle soluzioni di appartamenti da immettere sul mercato, da far gestire anche da capitali esterni. «Suite alberghiere a rendimento garantito» ha detto Trevisan. Il turismo è un'occasione per il territorio, per la politica e i cittadini, ma anche per i singoli operatori e per i professionisti, un volano per l'economia se si compete su scala internazionale e se si fa squadra per essere competitivi a 360 gradi.

Se la politica fatica a prendere decisioni (per assenza di risorse), sono i professionisti a fare il primo passo proponendosi come interlocutori attivi quando si parla di infrastrutture, strutture e servizi.

Quando c'è una buona committenza e un progetto corretto, il successo è assicurato. Basta citare l'operazione realizzata a Borca di Cadore (250 ettari con hotel, case private, campeggio e colonie) dove Edoardo Gellner ha realizzato un villaggio-modello per i dipendenti Eni. Un pezzo unico che fa scuola anche dopo 50 anni dalla sua realizzazione.

BORGHI AUTENTICI , TECNICI IN CAMPO. Dalle «smart city» ai «borghi intelligenti». Se in Italia gli slogan delle città green si fermano spesso nelle operazioni di marketing territoriale, più efficace sembra il lavoro portato avanti dalla rete «Borghi autentici» (Bai) che associa circa 200 piccoli comuni (entro i 30mila abitanti) da Nord a Sud. «Questa iniziativa nasce da un progetto europeo – racconta Francesco Marinelli, ingegnere impegnato nella commissione per l'assistenza tecnica di questi borghi –. Ci occupiamo della valorizzazione dell'identità, creando strumenti economici capaci di attrarre turismo e attività diversificate. Cerchiamo di rendere i borghi autonomi dal punto di vista energetico, li aiutiamo a ricercare finanziamenti, ci proiettiamo in un'ottica di turismo che valorizza le tradizioni». Bai è una piattaforma di accoglienza coordinata per la promozione turistica (compresa la vendita di prodotti tipici, e-commerce). www.borghiautenticiditalia.it OPPORTUNITA' DALLE FERROVIE DISMESSE. Confindustria Belluno Dolomiti ha affidato allo studio svizzero Ibv Husler (www.ibv-zuerich.ch) un piano di fattibilità per valutare le potenzialità della linea ferroviaria che attraversa la provincia. «Un piano già allo studio dal 1999, che potrebbe potenziare il servizio con nuove fermate e valorizzando l'utenza turistica. L'idea – dice Marco Melchiori, Direttore Confindustria Belluno Dolomiti – è quella di realizzare quello che è stato fatto in Val Venosta, dove dal 2005 al 2011 sono state trasportate 200mila biciclette e dove si è registrato un fatturato di 22milioni di euro con i soli turisti svizzeri». La ferrovia bellunese oggi ha un'estensione di circa 110km e un bacino di utenza di 150mila residenti: un unico binario con una linea non elettrificata. «Un'infrastruttura datata e poco fruita – ha commentato Melchiori –. L'abbandono porta al degrado, pertanto il tema è diventato una priorità ed è necessario un lavoro di squadra anche intervenendo sulla progettazione delle stazioni, senza sprecare risorse e investendo sulla ricerca di qualità».

L'ALTO ADIGE FA SCUOLA. Dalla varietà del paesaggio si traggono stimoli per le nuove costruzioni. Si costruisce il luogo e non nel luogo. La tradizione non deve cadere nel folklore. Ancora, i turisti non vogliono alloggiare in edifici-transatlantici, cercano luoghi del benessere. Più in generale, l'architettura moderna non deve essere monotona». Cinque idee che descrivono la filosofia dello studio di Bressanone guidato da Gerd Bergmaister, tra gli invitati all'evento bellunese per portare la voce degli architetti. Bergmaister fa parte della giovane generazione altoatesina che grazie ad una committenza illuminata ha potuto sperimentare nuove soluzioni. Ha firmato progetti di riuso e nuove costruzioni, hotel, osterie, una birreria. Ha realizzato uno spazio che integra ristoro e cultura dove è previsto anche un luogo di produzione di uno scultore e ancora ha riabilitato a nuovi usi un maso distrutto. Micro-architetture di grande qualità che raccontano cosa si può fare davvero, anche in Italia.


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