Progettazione e Architettura

Stop al «labirinto normativo», puntare su semplificazione e riuso: le 10 proposte degli architetti al Governo

Alessia Tripodi

In un documento consegnato al viceministro delle Infrastrutture le priorità del Consiglio nazionale per «aumentare tutele e sviluppo»

Semplificazione in materia urbanistica, edilizia e ambientale, accelerazione dei programmi di riuso, dialogo obbligatorio tra Sovrintendenze e progettisti. E' questa la ricetta per «uscire subito dal labirinto normativo» e «puntare su tutele e sviluppo» messa a punto dal Consiglio nazionale degli architetti, che ha consegnato al viceministro delle Infrastrutture, Vincenzo De Luca, un documento che contiene dieci proposte per la semplificazione il riuso (scarica il testo ).

«E' urgente uscire dal paradosso, tipicamente italiano, che vede il nostro Paese essere quello, a livello europeo, che ha la maggiore quantità di regole che riguardano l'edilizia e la tutela del territorio - dice il Consiglio nazionale - ma che convive, allo stesso tempo, con un'inaccettabile quota di abusivismo edilizio. Ciò rappresenta emblematicamente, l'incapacità di queste norme di tutelare, ed ancor più di promuovere, la qualità dei territori, l'attenzione e la cura degli spazi pubblici e dei monumenti, impedendo, di fatto, qualsiasi progetto strategico realizzabile per le città, il paesaggio e per l'ambiente". Per questo gli architetti propongono il superamento del vecchio Piano regolatore in favore del Piano di gestione del territorio e degli 8 mila regolamenti edilizi, uno per Comune - «vera e propria aberrazione culturale e normativa tutta nazionale», l'istituzione di Agenzie di semplificazione degli architetti che, in regime di certificazione, aiutino i professionisti a verificare i progetti e la compatibilità normativa, oltre alla riduzione degli oneri sulle attività di riuso degli edifici e alla liberalizzazione delle destinazioni d'uso contestuale alla messa sul mercato del patrimonio pubblico. E ancora, la partecipazione obbligatoria alle conferenze di servizi di tutti i soggetti e enti pubblici, comprese le Soprintendenze, una maggiore certezza del diritto attraverso la pubblicità dei progetti e con date certe per obiettare e la pubblicazione di Linee Guida nazionali antincendio da parte del Ministero degli Interni, per evitare interpretazioni di un singolo funzionario da città a città.

«Siamo finiti in un vero e proprio labirinto regolamentare – dice ancora il Consiglio Nazionale - nel quale sono state seppellite anche alcune norme , potenzialmente innovative quando furono varate, ma che sono state affossate dalla sovraregolamentazione, con il risultato di impedire la buona architettura, mortificando il progetto, di allontanare gli investitori e di creare le condizioni per il malaffare. Le nostre non sono proposte astratte dal contesto - aggiungono gli architetti - ma sono consapevolmente mirate a perseguire una strategia di Rigenerazione Urbana Sostenibile, per ridurre il consumo del suolo e incentivare il riuso di ciò che già esiste, risparmiando energia e aumentando il comfort abitativo»..


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