Progettazione e Architettura

L'architettura (quella fatta male) genera allucinazioni permanenti

Paola Pierotti

Dall'Ordine degli Architetti di Verona, in partnership con le associazioni dei consumatori è partita una campagna pubblicitaria per divulgare a tutto campo il ruolo della professione, nei confronti della società civile, «nella quale dobbiamo tornare ad essere un importante punto di riferimento» ha precisato il presidente Arnaldo Toffali

Sulle pensiline e sugli autobus, dove passa la gente comune, ma anche sulle pagine dei quotidiani locali, è partita la campagna pubblicitaria per promuovere l'architettura di qualità. L'idea è dell'Ordine degli Architetti di Verona che ha pensato di rilanciare la figura professionale dell'architetto con una serie di slogan: L'architettura genera allucinazioni permanenti* Evita problemi e rischi, rivolgiti a un professionista qualificato. La buona architettura genera bellezza. * (quella fatta male).
La crisi economica che ha investito l'intero Paese, richiede una nuova presa di coscienza che non può prescindere dalla capacità di riformare in modo radicale il nostro modo di essere architetti «per adeguarci alla contemporaneità, al mondo globalizzato, tenendo saldi quei principi di etica che continuiamo a considerare il vero elemento di distinzione delle libere professioni» e che «consentono di adempiere al nostro principale dovere che è quello di creare le condizioni affinché le future generazioni possano vivere in luoghi più vivibili, ma soprattutto, più sicuri» dice Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti.

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La crisi penalizza chi sta fermo e chi non è in grado di evolvere il proprio modello di offerta attraverso un maggiore livello di sapere. Ecco allora che ccorre modificare il modello dell'organizzazione del lavoro, evolvendo le strutture professionali e la stessa gestione degli studi.

Nasce da queste considerazioni la campagna pubblicitaria promossa dall'Ordine degli Architetti di Verona, guidati da Arnaldo Toffali, rieletto presidente poche settimane fa, per comunicare e divulgare la professionalità che contraddistingue l'architetto nella società.

«Purtroppo la nostra attività è poco compresa e troppo spesso confusa, nella complessità normativa che individua le varie competenze. Il messaggio vuole essere quello di far riconoscere il valore dell'architetto come professionista qualificato e serio, capace di gestire e risolvere con competenza le varie problematiche del costruire, e non solo come volubile ed estroverso esteta.
Un messaggio schietto, diretto - spiega Toffali - rafforzato dalla forma espressiva utilizzata, che avverte dei pericoli propri della cattiva architettura, ma che indica anche chiaramente nel professionista la soluzione».

Gli architetti si preoccupano del loro futuro professionale non senza pensare alla divulgazione della cultura del progetto (carente in Italia). «Bisogna infondere il principio della qualità dell'architettura, dove qualità non deve essere inteso un modo di pensare il progetto come un semplice fatto di moda o di maniera, ma come ad un percorso sostenuto da un intenso rispetto per il contesto, per la ricerca sui materiali, per i molteplici aspetti multidisciplinari, per l'ergonomia, per i modi d'uso, per quel rapporto interno-esterno, oggetto-fruitore che accomunano la progettazione di un oggetto di design, al restauro di un quartiere degradato alla periferia di una metropoli». Toffali cita lo slogan creato da Ernest Rogers nel 1952 nella Carta di Atene «Dal Cucchiaio alla Città».

Per la campagna pubblicitaria l'Ordine di Verona ha collaborato con le associazioni dei consumatori ADICONSUM (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) e MOVIMENTO CONSUMATORI, attraverso la stesura di un protocollo di intesa,con l'obiettivo di avvicinare il consumatore - la committenza - al professionista, garantendo professionalità e chiarezza reciproca, dal contatto iniziale fino alla garanzia del lavoro eseguito a regola d'arte.


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