Progettazione e Architettura

Dl Fare, inaccettabile penalizzare professionisti che vanno all'estero

Oice e Ancpl - Legacoop denunciano l'immobilismo del Governo sul tema dell'applicazione del contributo previdenziale sul fatturato estero che, dal primo gennaio di quest'anno, sta penalizzando i progettisti che operano all'estero: "«pprendiamo con stupore e amarezza - si legge in una nota firmata dal presidente Oice, Patrizia Lotti, e dal presidente di Ancpl-Legacoop, Carlo Zini - che gli emendamenti del Governo al decreto-legge 76 sul lavoro presentati ieri non contengono la soluzione alle difficoltà competitive nelle quali da inizio anno si muovono all'estero tutti i professionisti e, in particolare, le società e le cooperative di progettazione. Nonostante una interrogazione parlamentare presentata a maggio dal PD e firmata da altri 32 parlamentari abbia sollevato il problema, chiedendo al Governo di intervenire, il Ministero dell'economia ieri ha bocciato una proposta elaborata dallo stesso Governo che sarebbe stata risolutiva».
Il problema è nato a seguito di una norma della legge di stabilità 2013 nella quale è previsto che le operazioni effettuate all'estero da professionisti, società di ingegneria/di professionisti, pur rimanendo non soggette a IVA, vengono fatte rientrare - ai fini del contributo oggettivo del 4% - nel volume d'affari del contribuente e conseguentemente concorrono alla determinazione del volume della cifra di affari sulla quale si calcola il contributo del 4% da rendere a Inarcassa. E' sostanzialmente un effetto indiretto della norma fiscale ma esiziale per chi faticosamente ha avviato processi di internazionalizzazione a seguito della caduta di un terzo del mercato nazionale.
«E' inutile - continuano Lotti e Zini - da un lato approvare norme per l'internazionalizzazione delle imprese, finanziare progetti per la stessa finalità e, dall'altro lato, lasciare in piedi una situazione che determina una perdita del 4% su tutto il fatturato estero di professionisti e società con la conseguente impossibilità di risultare competitivi con i concorrenti straneri. Pare impossibile che il Governo non abbia compreso sia le conseguenze altamente negative sulle dinamiche occupazionali, sia i rischi di una possibile elusione contributiva sul versante nazionale, sia ancora la compromissione dell'efficacia dei fondi stanziati con gli strumenti di promozione e agevolazione gestiti dal M.I.S.E».
La richiesta è quindi quella di un rapido intervento risolutivo: «Chiediamo al Governo e al presidente Letta di trovare urgentemente una soluzione politica nell'interesse di tutti gli operatori del settore; la maggioranza parlamentare e segnatamente il PD ha mostrato grande sensibilità sul punto ed è pronta ad appoggiare una iniziativa del Governo, ma occorre fare presto e bene perché professionisti e società stanno perdendo molte gare all'estero e non possono tollerare ulteriori svantaggi competitivi».


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