Progettazione e Architettura

Ingegneri di nuovo alla carica sulle tariffe. Zambrano: nuovi parametri entro ottobre

Giuseppe Latour

Il decreto con i nuovi criteri per la definizione dei compensi professionali inviato all'esame del Consiglio di Stato

«La prestazione professionale è un servizio che non può essere paragonato ad un prodotto di largo consumo acquistabile in un supermercato». In apertura del 58esimo congresso nazionale degli ingegneri a Brescia, il presidente Armando Zambrano si scaglia contro l'atteggiamento che gli ultimi Governi hanno avuto costantemente in materia di tariffe. La sistematica deregolamentazione del settore, per lui, non è la strada da seguire.

«Tariffe di solo riferimento e standard di qualità definiti da organismi indipendenti (ad esempio l'ente di normazione tecnica nazionale, l'Uni) – spiega -, possono garantire maggiore trasparenza sui compensi richiesti da chi esercita la professione, sui suoi titoli e specializzazioni e sulle caratteristiche del servizio offerto, controllando la veridicità delle informazioni fornite onde permettere ai cittadini di poter meglio scegliere lo specialista cui rivolgersi». Quindi, l'abrogazione totale delle tariffe non è una strada sulla quale sarà possibile adagiarsi. «L'abbiamo accettata – prosegue -, pur essendo convinti, e ci batteremo per questo, che avere tariffe di riferimento, oggi assurdamente vietate, collegate a consequenziali standard di qualità delle prestazioni, sia un aspetto indispensabile per la tutela non nostra, ma dei consumatori».

Legato a doppio filo con questo, c'è il tema del decreto parametri. Zambrano auspica che si chiuda «la via crucis dei parametri per la definizione dei compensi dei servizi di ingegneria e architettura, per i quali abbiamo lavorato duramente insieme agli amici architetti». Si tratta delle tabelle che dovranno definire le basi per le gare di progettazione, dopo l'abolizione delle tariffe professionali. La prima versione era stata bocciata perché rischiava di sforare il tetto delle vecchie tariffe, violando un vincolo posto dal Dl liberalizzazioni. Adesso il decreto, opportunamente corretto dopo il richiamo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, è stato appena licenziato dal ministero della Giustizia e si prepara a compiere gli ultimi passi. «Oggi – continua Zambrano – il provvedimento è all'esame del Consiglio di Stato ma siamo fiduciosi in un parere favorevole e sull'emanazione definitiva entro ottobre». Anche se il presidente non dimentica gli «infiniti e cervellotici ostacoli» che ci sono stati imposti «spesso anche da organismi dello Stato».

Altro punto sul quale lavorare è quello della semplificazione delle procedure. «Siamo il paese con il maggior numero di regole e norme ma anche quello con il maggior numero di controlli amministrativi, nonché con il maggior numero di enti che si sovrappongono». Questa congerie di interventi, però, non corrisponde a un'efficacia reale delle verifiche. Per questo gli ingegneri auspicano un forte processo di semplificazione, che li veda protagonisti. «Oltre il 90% degli ingegneri – spiega Zambrano - si dichiara disponibile ad assumersi la responsabilità per l'avvio di interventi di medio bassa complessità, secondo il principio di sussidiarietà già applicato in altri paesi». A questa assunzione di responsabilità, però, deve corrispondere un drastico intervento di snellimento della macchina pubblica, che passi dal «disboscamento della miriade di soggetti istituzionali che intervengono in ogni singola sia pur semplice procedura". Anche se "su questo fronte i segnali che vengono dalla politica non sono per niente positivi».


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