Progettazione e Architettura

Cambia look la Torre Tintoretto di Brescia: involucro con balconi efficienti e colorati

Paola Pierotti

La Torre Tintoretto di Brescia è un edificio pubblico, residenziale, di 18 piani che si impone nel territorio periferico della città con un volume architettonico semplice ma di forte impatto. Un edificio discusso da anni, parzialmente disabitato, oggetto di un concorso di idee promosso nei mesi scorsi dall'Ordine degli Ingegneri di Brescia, che sarà premiato nei giorni del 58 Congresso degli Ingegneri.

Il progetto vincitore della gara è firmato dallo studio dell'ingegnere romano Luca Peralta con Hydroingea come consulenti per le energie rinnovabili (fotovoltaico e geotermia). «Si tratta di un concorso di idee, con un primo premio di 6mila euro ma abbiamo deciso di partecipare a questa gara sapendo che questo edificio andrà all'asta e ipotizzando che l'investitore che vorrà comprare dovrà realizzare qualcosa. Abbiamo intravisto una possibilità concreta, in più il tema della riqualificazione dell'esistente ci sta appassionando e stiamo lavorando su questi temi anche all'estero».

«Da sociale a socievole» così Luca Peralta descrive il programma di riconversione dell'immobile colorato che si impone nel quartiere San Polo. «Abbiamo lavorato sul tema dei balconi, per creare nuovi rapporti possibili». Il balcone è elemento passivo che scherma dall'irraggiamento solare ma è anche un elemento attivo perchè nelle parti sporgenti si prevede l'inserimento di balaustre fotovoltaiche.

La torre esistente è in cemento armato e per contenere i costi e migliorare l'efficienza si è scartata l'ipotesi di cambiare prospetto, preferendo l'ipotesi di sovrapporre un layer: alcune finestre sono diventate porte-finestre, ancora una volta per migliorare il rapporto interno-esterno.

Le immagini del progetto

Il progetto.
«Abbiamo tentato di addolcire la presenza di questo volume con una strategia cromatica, quasi a volerlo smaterializzare. Oggi la Torre è un' architettura introversa - dice Luca Peralta - che non promuove di certo la vita di relazione tra i suoi abitanti, tutta rinchiusa in un grande parallelepipedo che contiene a sua volta appartamenti chiusi dentro se stessi, in collegamento tra loro solo attraverso bui corridoi e ascensori».

L'intervento del team romano prevede una riqualificazione estetica ed energetica dell'intero immobile ed ha come obiettivo una architettura che promuove uno stile di vita contemporaneo, socievole, aperto e fatto di relazioni e rapporti di vicinato.

Attraverso l'inserimento di balconi in aggetto a profondità variabile, «composizione ispirata al famoso quadro Futurista di Giacomo Balla, Compenetrazioni Iridescenti n.7» spiega Peralta, si propone una architettura dinamica e tridimensionale, in contrasto con l'attuale immagine statica e piatta.

Il nuovo prospetto disegnato dalle ombre degli aggetti e dalle fioriere varia con le diverse ore del giorno e con le diverse stagioni. Non solo, i nuovi balconi consentono un aumento di superficie utile del 20% dell'intero edificio e consentono ai singoli appartamenti di aprirsi verso il paesaggio circostante, di offrire viste sulla città e sul podio sottostante, di instaurare rapporti visivi tra i residenti dello stesso piano con quelli dei piani inferiori e superiori.

Il tetto dell'edificio ad un solo piano adiacente è progettato attrezzato con piscina, solarium, area barbecue e picnic, area giochi di società per anziani, giardino degli odori e delle erbe aromatiche, sala di lettura all'aperto, campo da tennis, campo da bocce, percorso jogging, percorso vita eccetera, ed è pensato strategicamente per promuovere occasioni conviviali, di svago e tempo libero per tutti gli abitanti del complesso e per i visitatori esterni, di tutte le fasce di età.


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