Progettazione e Architettura

Reale Mutua, nuova sede e restyling del Turin Palace. Ma la Soprintendenza blocca la Torre firmata da Camerana

Maria Chiara Voci

Investimento di 50 milioni per gli uffici, firmati nella facciata da Iotti+Paravani: il progetto è di studio Artecna. Per l'hotel restauro da 20 milioni, mentre arriva lo stop per l'ascensore luminoso previsto sulla Torre di Piazza Castello

Una seconda e nuova sede a Torino per il gruppo, firmata nella facciata dallo studio Iotti + Paravani e dove - a pochi passi dagli attuali uffici e dall'edificio storico e di rappresentanza in via Corte d'Appello - saranno concentrate le attività del gruppo attualmente ancora sparse per la città. Di pari passo, un completo restyling per l'albergo Turin Palace Hotel, di fronte a Porta Nuova, che rinnova completamente stanze, servizi e offerta alla clientela. Mentre resta ancora bloccato per il diniego della Soprintendenza – ma non è ancora cancellato, anche se il tempo non gioca a favore – l'ambizioso progetto, disegnato da Benedetto Camerana, per trasformare gli ultimi piani della torre littoria di piazza Castello in un ristorante con terrazza panoramica, a cui accedere attraverso un ascensore luminoso. Il gruppo Reale Mutua assicurazioni investe sotto la Mole. Oltre 50 milioni per i nuovi uffici a cui si aggiungono un'altra ventina di milioni per l'hotel: due opere che portano cantieri nel capoluogo sabaudo e che, soprattutto, confermano «la volontà di una compagnia – spiega Ilda Curti, assessore uscente all'Urbanistica che mantiene le deleghe alla Rigenerazione urbana, accompagnata dal successore Stefano Lo Russo - di continuare a intrecciare la propria storia con la città di Torino», dove è stata fondata quasi duecento anni fa, nel 1828.

I nuovi progetti. Il cantiere per la realizzazione dei nuovi uffici sta iniziando in questi giorni, con la fase di bonifica. L'immobile prenderà il posto dell'ex palazzina dell'Iren (acquistata da Reale Mutua all'inizio del 2013 con un investimento di 20 milioni), che sarà in gran parte demolita, con un'operazione che punta a riqualificare non solo il fabbricato, ma l'intero isolato che si affaccia su piazza Arbarello, nel cuore della città.
Il progetto e la direzione lavori è dello studio Artecna: la facciata è firmata dallo studio Iotti + Paravani, vincitore di un concorso di idee ad inviti, bandito da Reale Immobili. Sotto l'aspetto urbanistico, il via libera è arrivato con l'approvazione della variante 211 al Prg, che ha avuto il via libera dall'aula del Consiglio lo scorso 21 maggio 2012.
Il nuovo edificio, che ha come primo obiettivo quello di integrarsi perfettamente con il contesto urbano, «presenta – spiega Roberto Tosetti di Artecna - caratteristiche spinte sotto l'aspetto dei consumi e sarà a Torino il primo esempio di zero emission building». I nuovi spazi, che si sviluppano in 13.360 mq di Slp e saranno pronti entro il 2015, ospiteranno 800 posizioni di lavoro, circa 150 posti auto e una sala conferenze per 200 persone.
Per ciò che riguarda, invece, il Turin Palace Hotel, l'albergo da decenni di proprietà di Reale Mutua è chiuso dal dopo Olimpiadi. Sarà completamente bonificato e recuperato negli interni entro il 2014, per ospitare 120 stanze e suite, con un'offerta che va dalla clientela business a quella del turismo del week-end, e con servizi a 360°. «Innoviamo gli edifici di nostra proprietà dal punto di vista dell'efficienza energetica, del comfort e dell'aspetto estetico – spiega Luigi Lana, direttore generale di Reale Mutua – e questo è un motivo di orgoglio per il gruppo. Oltre che un segnale chiaro della volontà di continuare a investire su un territorio, visto che siamo ormai l'unica realtà ancora presente del polo assicurativo che nei decenni passati era fortemente radicato a Torino».

La terrazza sulla Torre Littoria. Per ciò che riguarda, infine, il ristorante panoramico sulla Torre Littoria di piazza Castello, il progetto è bloccato per via del parere negativo della Soprintendenza, che non consente di procedere nonostante siano già stati versati gli oneri di urbanizzazione al Comune. Il progetto, firmato da Benedetto Camerana – anche in questo caso nome scelto al termine di una consultazione internazionale – prevedeva l'inserimento nel fabbricato, di periodo mussoliniano, di un ascensore luminoso, così da dare accesso diretto agli ultimi piani ai cittadini. «Si tratta – spiega Lana – di un progetto di qualità e poco invasivo, che non ha altro scopo se non quello di rappresentare il gruppo a livello istituzionale e di investire per la città. Il costo di realizzazione non è trascurabile. Per questo, se non si arriverà a sbloccare la situazione in tempi brevi, saremo costretti a dirottare le risorse impegnate su altre iniziative».


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