Progettazione e Architettura

Piazza Verdi a La Spezia, il ministro Bray blocca il cantiere con un tweet

Paola Pierotti

Progetto nato da un concorso, il sindaco Federici: «Avevamo tutte le autorizzazioni, ma poi la Soprintendenza ha fatto un passo indietro» - Sgarbi guida il fronte del «no»

Era nato sotto una buona stella il concorso che coinvolgeva artisti e architetti per ridisegnare piazza Verdi a La Spezia. Ma dal giorno in cui sono iniziati i lavori si sono alternate continue insidie dal fronte del "no" alla valorizzazione. A La Spezia tre anni fa è stata promossa una gara dal Comune e P.a.a.l.m.a. con il patrocinio del Mibac, del Fai e dell'Ordine degli architetti. Un concorso assegnato nel 2010 al team guidato da Giannantonio Vanetti e Daniel Buren e che a fine 2012 aveva ottenuto tutti i via libera (compreso l'ok della Soprintendenza) ed era pronto per il cantiere. «Avevamo tutte le autorizzazioni, abbiamo indetto e aggiudicato la gara d'appalto, ma il giorno in cui sono iniziati i lavori abbiamo ricevuto una lettera dalla Soprintendenza che ci invitava a sospendere il cantiere per ulteriori verifiche» racconta il sindaco Massimo Federici. La Soprintendenza, che aveva già autorizzato tutto, ha fatto un passo indietro. Non solo. Parte della cittadinanza è scesa in piazza, ha attaccato gli operai dell'impresa, supportata anche da dichiarazioni dure del critico Vittorio Sgarbi e sostenuta da un tweet del ministro dei Beni culturali Massimo Bray. «Al Comune di LaSpezia sarà richiesto di sospendere l'avvio dei lavori di PiazzaVerdi perché il progetto sia verificato dal MiBac». Ma il sindaco Federici non ha gradito l'iniziativa del ministro che ha preferito utilizzare i social network «invece di una telefonata o una mail» e ha risposto ricordando che nei giorni in cui il Governo licenziava il Decreto del fare «era singolare bloccare un cantiere».

La polemica è anche sull'abbattimento di alcune decine di pini «ma se ne pianteranno 40 in più» ha commentato il sindaco. «Il progetto vincitore, scelto attraverso la virtuosa procedura del concorso, facendo una selezione tra 89 soluzioni possibili – ha commentato Alessandro Mendini – prevede di piantare nuovi alberi, ricreando un giardino. C'è chi parla di colonne di cemento, ma il progetto prevede l'uso di marmo raffinato. Abbiamo premiato questo progetto perché era il migliore – dice ancora Mendini – sia per l'estetica architettonica e artistica, sia per la sua collocazione come spazio urbano da fruire sia per l'interpretazione della memoria». Il presidente dell'Ordine degli architetti di La Spezia, Massimiliano Alì, non entra nel merito del progetto ma del metodo, sostenendo la necessità di dare seguito al risultato del concorso. Da La Spezia la polemica è esplosa su scala nazionale anche per un coinvolgimento del Consiglio nazionale degli Architetti. «Il caso La Spezia è paradossale - dice Simone Cola, Cnappc -. Se un solo concorso su cinque arriva al cantiere (leggi articolo ) non è ammissibile che un'opera appaltata si fermi. La legislazione attuale non favorisce i concorsi. E ancora – dice Cola – l'ascolto del territorio va fatto a monte del concorso e poi si deve procedere con determinazione». Questa settimana fa La Spezia i lavori sono parzialmente ripartiti, ma per una parte dell'opera si attende una soluzione «condivisa» tra Comune, progettisti e Soprintendenza. «Importante non ci facciano perdere i finanziamenti. Dobbiamo finire la piazza entro la prossima primavera» ha dichiarato il sindaco, che contando sul finanziamento europeo 2008-13 (per circa 30 milioni di opere) costruirà a La Spezia anche una nuova biblioteca e una mediateca, altri due progetti nati da concorsi.


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