Progettazione e Architettura

Trento, nel quartiere Le Albere si comprano alloggi firmati Renzo Piano a prezzi accessibili

Paola Pierotti

Intervista a Giampiero Schiavo, Ad Castello Sgr: «Le Albere è molto più di un quartiere residenziale, un'opera di architettura internazionale al posto di un'area abbandonata. Acquistare qui significa spendere un po' di più subito, con risparmi certi nel futuro, sia in termini di risparmio energetico che in termini di qualità della vita».

A Scandicci Richard Rogers consegnerà entro il 2013 un nuovo quartiere mixed use (qui la gallery con le foto dell'opera in via di ultimazione ). A Trento sarà inaugurato in questi giorni il progetto di riconversione di un'area dismessa con la firma di Renzo Piano (qui la fotogallery con il quartiere residenziale e il museo nell'area ex Michelin ). Un progetto ex novo in un'area di espansione e un'operazione di riqualificazione di un sito abbandonato. Due laboratori italiani di successo, reali, che faranno scuola e che si caratterizzano per la firma di un progettista di fama internazionale.

«Il successo del progetto di Trento, Le Abere, sta nel fatto che abbiamo lavorato non solo per recuperare uno spazio industriale da riconnettere alla città, ma anche per rendere questo spazio un quartiere "vivo". Finora abbiamo venduto oltre metà degli spazi ma ricordiamo che i due terzi dell'area sono destinati ad uso pubblico». Così Giampiero Schiavo, Amministratore Delegato di Castello SGR, annuncia a Progetti e Conorsi l'opera che sarà inaugurata la prossima settimana.

Le Albere è un'iniziativa di riconversione urbana realizzata in tempi di crisi. Quali sono i fattori che hanno determinato la sua realizzabilità?
Il progetto Le Albere rientra nel filone della riqualificazione urbana che è oggi uno dei temi fondamentali del settore immobiliare. Il quartiere è stato realizzato non solo per recuperare un'area dismessa della città ma perché era necessario riconnettere il fiume Adige al tessuto urbano della città di Trento.

In quanto tempo siete passati dall'idea al cantiere? Quale il budget?
Per ciò che riguarda i tempi abbiamo rispettato la timeline che ci eravamo prefissati: i lavori sono iniziati nel 2008 e si sono conclusi nel maggio del 2013; l'8 luglio, infatti, consegneremo il quartiere alla città, mentre il 27 luglio verrà inaugurato il Museo delle Scienze. Per quanto riguarda il budget, l'investimento complessivo è stato di 330 milioni di euro.

Perchè avete scelto di investire su una 'firma' per un intervento residenziale?
Le Albere è molto più che un quartiere residenziale: si è trattato di un progetto di riqualificazione di un'intera area che ha richiesto un lavoro contestuale. Ricordo che i protagonisti di questa iniziativa vivono e lavorano sul territorio trentino. Abbiamo voluto "lasciare un segno" realizzando un'opera di valore e di qualità e per questo abbiamo puntato su un architetto di fama internazionale.

Come ha risposto il mercato?
Positivamente, nonostante la crisi, nella consapevolezza che acquistare qui significa spendere un po' di più subito, con risparmi certi nel futuro, sia in termini di risparmio energetico che in termini di qualità della vita.

Qualche innovazione tipologica?
Il quartiere Le Albere è, nella sua totalità, un esempio di innovazione tipologica. Si tratta infatti di un complesso polivalente con un mix di funzioni urbane: residenze, negozi, spazi culturali e uffici immersi in un parco di 5 ettari. A ciò si aggiunge una marcata vocazione green dell'intero complesso che si è concretizzata in scelte progettuali volte al risparmio energetico, attraverso un sistema di pannelli fotovoltaici, materiali isolanti e una centrale di trigenerazione che fornisce energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento, con gestione autonoma del consumo. Infine il "sistema acqua" è un elemento centrale dell'opera di riqualificazione e svolge più funzioni: ricreativa, estetica e culturale, ma anche di irrigazione e di riserva antincendio nell'ottica di quel mix di funzioni che caratterizza l'intero quartiere.

Come si possono misurare le ricadute sul territorio? La scelta di integrare una funzione culturale è parte dell'accordo con la PA?
Sì. Dei 116mila mq complessivi dell'area 75mila sono tornati in proprietà pubblica, ed è questa la ricaduta più significativa sul territorio. Di questi spazi pubblici, la maggior parte è occupata dal parco, dal Muse (museo) e dal centro polifunzionale che, insieme, andranno a costituire il polo culturale dell'area, un centro di riferimento non solo per la città, ma per l'Italia intera.

Quali sono secondo lei gli elementi che contraddistinguono un progetto di rigenerazione urbana di nuova generazione?
Un progetto innovativo è quello che sa trasformare un quartiere creando al suo interno una miscela di funzioni che permette di vivere l'area 24 ore su 24. A questo si devono necessariamente aggiungere scelte progettuali che vadano nell'ottica del risparmio energetico e dell'ecosostenibilità. Il progetto Le Albere va in questo senso, è un vero e proprio disegno di riqualificazione civica e sociale, che dona a Trento un "nuovo pezzo di centro storico", vivibile in tutti i momenti della giornata.

Modelli internazionali di riferimento?
La storia del progetto Le Albere è una storia tipica delle città europee: le industrie, che si sono sviluppate in passato in aree non urbane, con la crescita delle città si ritrovano all'interno dell'area urbana. Queste aree devono essere integrate in modo armonico col tessuto urbano.

Le Albere è un laboratorio di successo anche la riuscita del rapporto pubblico-privato, secondo lei su quali criteri si deve fondare una partnership virtuosa?
La cooperazione nel caso de Le Albere si è basata proprio sulla condivisione: voler costruire insieme un qualcosa che sia un acceleratore "sano" di sviluppo economico del territorio interessato. Insieme alle istituzioni abbiamo sviluppato un quartiere, progettato da uno degli architetti più celebrati al mondo, che offre ai trentini e ai turisti un polo museale di grande richiamo, strutture ricettive, residenze di pregio e uffici. Il tutto nel più totale rispetto dei canoni architettonici della città di Trento e dell'ambiente.

Quanto costa un alloggio (mq)? La firma si paga?
Chi pensa di acquistare nel nuovo quartiere ha la possibilità, molto rara, di acquistare un pezzo di storia dell'architettura a prezzi accessibili. Il prezzo medio al mq è di circa 4.000 Euro.

Perchè avete scelto di investire su una sola firma in alternativa ad un quartiere con mix di firme dell'architettura ad esempio?
Abbiamo ritenuto che affidare il progetto a una sola "firma" garantisse una maggiore armonia all'intero quartiere e quindi alla città di Trento considerando che Le albere sono a pochi passi a piedi dal cuore storico della città.

Leggi qui l'intervista a Renzo Piano pubblicata da Iasa Edizioni

Il polo «green» di Piano nell'ex Michelin di Trento: pronti museo e quartiere. Idettagli e i numeri del progetto


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