Progettazione e Architettura

Da Mantova a Roma, cinque progetti Rogers colpiti dal virus del «cambio giunta»

Paola Pierotti

Roma, Mantova, Verona, Firenze e Napoli: lo studio Richard Rogers consegna l'opera di Scandicci ma vede naufragare gli altri incarichi in Italia. Intervista a Enrico Bartolini, local architect dello studio britannico

A Scandicci entro fine 2013 Richard Rogers taglierà il nastro della sua prima opera italiana. Si tratta di un centro multifunzionale realizzato nei tempi e senza sforare il budget: 36 mesi di lavori e 40 milioni di euro di investimenti. L'operazione sviluppata con un project financing è stata resa possibile grazie alla determinazione dell'amministrazione pubblica (l'attuale sindaco Simone Gheri è al suo secondo mandato dopo essere stato vice-sindaco e assessore all'Urbanistica), all'impostazione di un progetto urbano inserito in un masterplan più ampio (firmato dallo stesso Richard Rogers), e ancora alla realizzazione anticipata dell'infrastruttura (la linea della tramvia che collega Firenze Santa Maria Novella con Scandicci) . «La forza di questo progetto sta nell'estrema continuità tra visione del masterplan e progetto di architettura» ha commentato Ernesto Bartolini, local architect dello studio Richard Rogers e socio dello studio italiano Dastudio

Architetto Bartolini, quali sono gli elementi che hanno determinato la qualità del Centro di Scandicci?
Sicuramente ci ha aiutato la continuità politica e la scelta di aver impostato la rigenerazione di questo pezzo di città a partire da un masterplan. Abbiamo collaborato con l'impresa, la Cmsa, con cui abbiamo lavorato cercando di tendere alla qualità nonostante le risorse economiche limitate. Il progetto architettonico si inserisce nelle linee indicate dallo stesso Rogers nella definizione del masterplan per un'are più ampia: le costruzioni dovevano salire solo lungo la linea tracciata dalle quattro fermate della tramvia e non ci si deve espandere oltre il centro abitato. I materiali di progetto sono alluminio, vetro e terracotta. Per quest'ultima siamo riusciti a portare avanti un lavoro di ingegnerizzazione delle facciate in partnership con l'azienda di Impruneta.

Scandicci è al traguardo, ma che fine hanno fatto gli altri progetti italiani targati Rogers?
Sono congelati lo stadio di Mantova, il progetto di riqualificazione dell'area ex Alitalia alla Muratella a Roma e le ex Officine Adige a Verona. A Mantova avevamo presentato un project financing con Maire Tecnimont e Coopesette ma cambiata la giunta si è fermato tutto. A Roma per i fratelli Toti, sotto la giunta Veltroni, avevamo elaborato un progetto di riqualificazione di una grande area prevedendo una torre per uffici, negozi e una piazza pubblica ma anche in quel caso, cambiata amministrazione, si è archiviato tutto. A Verona, per il CIS, abbiamo sviluppato un progetto di riqualificazione di un'area industriale dismessa: una superficie di undici ettari con una torre-uffici, spazi commerciali, un hotel, il progetto era stato ampiamente annunciato e presentato a Cannes al Mipim e a Milano all'Eire ma l'anno scorso si è fermato tutto.

Nell'area fiorentina lo studio di Richard Rogers consegna il Centro di Scandicci ma l'architetto britannico aveva firmato anche un altro progetto per il capoluogo. Che fine ha fatto?
Anche quello archiviato in un cassetto. Si trattava di un piano di sviluppo per l'area di Castello sviluppata da Fondiaria a metà degli anni '90.

E a Napoli?
A Napoli lo studio Richard Rogers era stato incaricato per la definizione di due progetti per le stazioni di Santa Maria del Pianto e di Capodichino. A causa della crisi l'iniziativa è stata razionalizzata: sono stati annullati i due progetti per le stazioni e ci è stato chiesto di progettarne una terza, in una posizione centrale tra le due. Abbiamo consegnato il definitivo. A dire il vero non ci stiamo lavorando da un paio d'anni ma non si esclude che con gli ultimi finanziamenti del Cipe l'operazione possa riprendere il via.

Scandicci è un'opera prima per l'Italia ma è un tassello importante anche nel portfolio internazionale dello studio Rogers: tre anni di lavori, senza superare il budget. Un successo anche per un archistar?
È stata dura, per fortuna il progetto era decollato prima della recessione. Inevitabilmente oggi si registra un calo delle vendite (uno degli edifici non ha ancora nemmeno un acquirente) ma sicuramente è un risultato di grande soddisfazione. Da anni lo studio Rogers sta investendo nello sviluppo di progetto low budget che stanno riscuotendo grande successo. Con il progetto "Oxley Woods" lo studio ha sperimentato ad esempio la costruzione di case prefabbricate che possono essere realizzate in tre giorni, integrando la migliore tecnologia, garantendo ottime performance energetiche e diversificando la tipologia residenziale. Case che possono essere realizzate anche solo quando si ha la certezza che siano vendute. Sul tema direzionale un progetto interessante è quello del Campus Palams Atlas per Abengoa a Siviglia: un nuovo modello di business park sviluppati con particolare attenzione al rapporto qualità/prezzo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA