Progettazione e Architettura

Qualità non far rima con lusso:10 anni di edilizia sociale in Europa

Paola Pierotti

A Milano il bilancio con il premio Ugo Rivolta promosso dall'Ordine degli Architetti del capoluogo lombardo. Dalla rassegna di casi realizzati in tutt'Europa dal 2000 ad oggi l'identikit del social housing

Se la Fondazione Mies Van der Rohe festeggiando i suoi 25 anni di attività ha iniziato a divulgare un ricco patrimonio di architettura costruita, in tutt'Europa, in un quarto di secolo; l'Ordine degli Architetti di Milano, attraverso il premio 'Ugo Rivolta', fa un'operazione simile promuovendo una ricerca sul tema specifico del social housing. Sull'abitare costruito in Europa negli ultimi dieci anni.

Oggi a Milano sarà Paolo Mazzoleni, esperto del tema Abitare (architetto dello studio Bemaa e presidente della commissione paesaggio del Comune di Milano) a presentare lo stato di salute del social housing in Europa, negli ultimi dieci anni. E lo farà in occasione dell'assegnazione del premio Ugo Rivolta 2011 e dell'inizio dei lavori della giuria per assegnare il premio dell'edizione 2013.

Il Premio. Venerdì 28 giugno 2013 si sono chiuse le segnalazioni per il Premio Europeo di Architettura Ugo Rivolta 2013, dedicato alle opere di social housing realizzate in ambito europeo negli ultimi 5 anni: sono pervenuti 44 progetti da 8 Paesi. I progettisti che verranno ammessi alla seconda fase dovranno inviare la documentazione richiesta entro il 23 settembre 2013 e i risultati finali verranno proclamati entro il 20 novembre 2013.

E' questo il bilancio della quinta edizione del premio promosso dall'Ordine degli Architetti di Milano che prende in esame progetti costruiti nei 27 Paesi della Comunità Europea e della Svizzera tra il gennaio 2008 e il dicembre 2012.

Il bilancio. Dalla prima edizione ad oggi, dunque, sono stati censiti 12 anni di edilizia sociale europea, mediante la segnalazione di 181 progetti provenienti da 16 Paesi. L'Ordine di Milano è riuscito quindi a realizzare un database di opere costruite in tutt'Europa dal 2000 ad oggi: una preziosa mappatura dell'edilizia sociale europea, strumento essenziale per sollecitare il dibattito sui problemi dell'edilizia residenziale sociale e verificarne il contributo alla discussione disciplinare e alla qualità complessiva dell'ambiente costruito.

I vincitori delle precedenti edizioni. Il Premio Europeo di Architettura Ugo Rivolta 2007, per cui sono stati segnalati 46 progetti provenienti da 8 paesi, è stato assegnato all'edificio per case popolari a Rota, Cadice (Spagna) di Guillermo Vàzquez Consuegra, per la qualità architettonica, la buona definizione spaziale - pur nella semplicità formale e costruttiva - e per la buona risoluzione del rapporto tra spazio privato e pubblico: uno spazio non chiuso che ha saputo dare vitalità al cortile interno, fornendo un'immediata impressione di accoglienza, di apertura e non di ghetto.

Il progetto spagnolo, le fotografie

Nel 2009 i progetti segnalati sono stati 46 e i Paesi di provenienza 12. Si è aggiudicato il Premio l'architetto Péter Kis per l'edificio Pràter Street Social Housing (Ungheria), per l'estrema sobrietà e l'ottimale risposta alle questioni aperte dalla residenza sociale in ambiti complessi e delicati quali i tessuti edilizi ad alta densità e dal forte carattere urbano. Il progetto si pone come un riuscito modello di equilibrio tra le esigenze contemporanee e la tradizione della città europea.

Il progetto ungherese, le fotografie

L'esame dei 51 progetti provenienti da 11 Paesi segnalati per la terza edizione del Premio (2011), ha premiato un progetto tedesco realizzato a Berlino: BIGyard - construction group project Zelterstraße 5-11 di Zanderroth architekten, per aver saputo ricucire un isolato mediante un insieme di soluzioni morfologiche e tipologiche efficaci e innovative. Si tratta quindi non di un edificio in se, ma della costruzione di un rapporto complesso con il sistema urbano esistente.

Il progetto tedesco, le fotografie

La mappa dell'housing sociale in Europa. «L'ampiezza della mappatura condotta in questi anni, unitamente al contributo teorico e tecnico delle personalità qualificate e internazionali che si sono succedute nelle giurie - dicono dall'Ordine degli Architetti di Milano - ha permesso di cogliere diverse tematiche ricorrenti e molte criticità del panorama europeo di social housing. Emergono con chiarezza, per esempio, le diverse condizioni economiche e sociali cui i progetti di architettura devono rispondere, in ragione delle differenti politiche di housing attuate dai Paesi e delle distinte disponibilità di budget. Allo stesso modo paiono ancora molto distanti nei diversi Paesi Europei le tradizioni costruttive e gli standard prestazionali richiesti agli edifici, sia dalla prassi che dalle normative».

Le diverse modalità abitative dei paesi europei introducono ulteriori sfumature nelle differenze tra i progetti delle differenti aree culturali. Al contrario, appare evidente come una sempre maggior mobilità dei progettisti e delle idee a livello europeo abbia portato a un panorama abbastanza coeso dal punto di vista del linguaggio architettonico e delle strategie compositive, che vede affermarsi un modo di fare social housing che potremmo chiamare europeo, chiaramente identificabile soprattutto nei progetti di maggior qualità.

Si è potuto riscontrare anche una sempre maggiore importanza dedicata al progetto degli spazi esterni e del paesaggio, che spesso diventa strumento di qualificazione del rapporto tra il progetto e il suo intorno, più o meno urbano.

Alcuni temi fondamentali rimangono dominio solo delle proposte più qualitative: mixité funzionale, ricerca tipologica, innovazione spaziale, cura del linguaggio, integrazione dei servizi sono i punti di merito dei progetti che, in questi anni, sono parsi più convincenti. «Ci auguriamo che queste tematiche, anche attraverso il Premio Rivolta, possano diventare best practices di riferimento sia per chi progetta social housing che per chi lo pianifica, promuove e gestisce» ha dichiarato il presidente dell'Ordine Daniela Volpi.


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