Progettazione e Architettura

Rinnovo made in Italy firmato Bianchetti per la «Spa» di Napoleone III

Paola Pierotti

Sarà uno studio piemontese, quello di Fabrizio Bianchetti , a ridisegnare le terme di Napoleone III. Lo studio italiano ha vinto infatti il concorso a inviti (ristretto a tre studi scelti sulla base di una preselezione su curriculum) per firmare il progetto di ristrutturazione delle Terme di Guagno Les Bains in Corsica.

Il team guidato da Bianchetti con Architetturatre, Ets e i colleghi Stefano Rossi e Arcangelo Morandi è l'unico gruppo italiano ammesso alla fase finale della gara che vedeva in campo due studi francesi. Bianchetti ha vinto il primo premio di 50mila euro e soprattutto l'incarico per la progettazione e la direzione lavori per la rimessa in esercizio dell'antico stabilimento termale che si trova a 60 km dalla capitale Ajaccio.

La stazione termale è un edificio realizzato all'inizio dell'800 ed è conosciuto anche perché contava tra i suoi ospiti Napoleone III con l'imperatrice Eugenia. Attualmente la struttura è di proprietà pubblica, del Conseil general de Corse du Sud, e la stazione termale ha interrotto la sua attività nel 2004 a causa dell'invecchiamento degli impianti. «La presenza abbondante di acque sulfuree a 63° C ha spinto l'amministrazione a intraprendere un nuovo progetto per realizzare un moderno centro termale – spiega l'architetto Fabrizio Bianchetti –. Il bando chiedeva di ideare un sistema multiservizi capace di coniugare le attività curative con quelle ludiche. Il nostro progetto ha vinto la competizione con una soluzione che proponeva un'alternativa all'ipotesi della committenza: l'edificio esistente, in pietra, con una planimetria a C e una corte centrale, poteva infatti essere completamente rivoluzionato.

La stessa corte poteva essere utilizzata e coperta. Ma noi abbiamo proposto di conservare il più possibile l'edificio, senza occupare la corte. Abbiamo lasciato inalterata la struttura – spiega l'architetto piemontese – prevedendo di svuotare completamente gli interni e di ricostruire una struttura metallica adatta a ospitare le nuove funzioni, dentro la vecchia pelle».

Un progetto di «riuso» in chiave contemporanea, integrando le attività curative con quelle del tempo libero, la boutique e le sale per le visite mediche, innovando il sistema distributivo e ipotizzando una struttura leggera da inserire tra le maglie dell'edificio storico. Le opere previste ammontano a circa 5 milioni di euro e la fase progettuale dovrà concludersi entro la primavera del 2014, mentre i lavori dovranno improrogabilmente essere completati entro dicembre 2015 (per poter utilizzare un finanziamento comunitario).


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