Progettazione e Architettura

Clienti che investono e occasioni di responsabilità. Ecco perchè Michele Suria ha scelto Singapore

Paola Pierotti

Da Alassio a Milano. Dopo l'esperienza con Progetto CMR è arrivata Londra, e con la crisi il salto a Singapore. Le tappe dell'inizio della carriera di Michele Suria che oggi ha una sua società e sta progettando una torre di 200 metri in Cina

Una torre alta 200 metri nella Cina del sud, nella provincia di Guangzhou. Un progetto che si distribuisce su 60mila mq di superficie sviluppato a partire da una pianta che ruota dal primo livello della torre raggiungendo l'ultimo livello con una rotazione di 50 gradi. Questa architettura è sviluppata da un architetto trentenne italiano, Michele Suria, con la sua neonata società VolliCube Pte Ltd.

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Suria vive a Singapore e dopo una rapida gavetta internazionale ha lasciato i grandi studi con cui ha lavorato per una decina d'anni e si è messo in proprio, dall'altra parte del mondo.
La torre in Cina. Il concept della torre di 200 metri è in fase di sviluppo. «Per slanciare ulteriormente la torre – spiega l'architetto - la pianta salendo si riduce in maniera costante. La particolarità di questa architettura è la doppia facciata in vetro. Sto in realtà lavorando a una opzione vetro-pietra – dice l'architetto - che si ispira alle forme sinuose del drago, animale simbolico e di buon auspicio in Cina. Il drago come una seconda pelle proteggerà la torre e gli donerà la sua energia». Dal punto di vista strutturale la scelta compositiva coinciderà con lo sviluppo di un sistema di schermature solari da applicare alla seconda pelle in modo da proteggere l'edificio dal clima tropicale della città.

Da Milano a Londra, a Singapore. Suria è un architetto ligure laureato al Politecnico di Milano. La sua prima esperienza lavorativa è stata con Progetto CMR occupandosi di architetture di grande dimensione: il primo progetto è stato un hotel a Tianjin in Cina.

Alla fine del 2006 Suria è partito per Londra dove ha avuto l'opportunità di lavorare con grandi società internazionali allargando continuamente il suo network.

Avendo superato l'esame di stato in Italia, Suria è entrato nella rete degli architetti britannici iscrivendosi all'Arb (Architectural Registration Board) e oggi questo resta il suo unico ordine di appartenenza: un ‘certificato' che gli permette di progettare nel mondo.

Dopo tre anni a Londra Suria ha deciso di rifare le valigie. La crisi è stata il motore e valutando alcune opzioni come Singapore, Hong Kong e l'Australia alla fine la scelta è ricaduta su Singapore.

Forte della sua esperienza con grandi società come Benoy e partecipando alla progettazione del Museo Ferrari ad Abu Dhabi nell'ambito del più grande masterplan o della Yas Island sempre negli Emirati Arabi; ancora, con una particolare esperienze per i progetti mixed use con spazi commerciali, ricettivi e per il tempo libero, Suria ha deciso di migrare in Oriente.

A Singapore ha lavorato per società come RMJM di origine scozzese, con cui ha partecipato ad esempio alla progettazione della torre Gazprom a San Pietroburgo. «Ho provato anche a creare una partnership con alcuni colleghi spagnoli – racconta Suria – tentando di sviluppare un progetto tra l'architettura e l'immobiliare. Poi ho lavorato con una compagnia locale, AKDA, e da qualche mese ho deciso di mettermi in proprio».

A Singapore Suria ha imparato a lavorare su grandi progetti che dovevano essere gestiti in squadre meno numerose di quello che accadeva a Londra. «Nella società AKDA ero l'unico Senior Architect - commenta l'architetto italiano – ho lavorato per un po' di tempo affrontando temi interessanti, soprattutto in Cina, ma in seguito ad un lavoro per un masterplan a Tianjin in cui lavoravamo giorno e notte, senza riuscire a mantenere la qualità che volevo, ho deciso di lasciare». Seconda tappa a Singapore con MKPL, forte soprattutto nel settore residenziale. «Abbiamo lavorato per la Nuova Università nazionale di Singapore – racconta Suria – in particolare mi sono occupato del cantiere di tre torri alte più di 20 metri per delle residenze per gli insegnanti. Una struttura prefabbricata realizzata con 6000 pannelli il calcestruzzo che si producevano a 20 km dal sito. Ma anche qui la qualità complessiva non rispondeva alle mie aspettative».

Singapore, la Mecca. Per Suria Singapore è un hub, «una porta interessante se vuoi guardare al Sud-est asiatico, una porta per la Cina e l'Indonesia. Tanti clienti cercano a Singapore dei tecnici e dei consulenti di qualità perché sanno che l'offerta internazionale c'è» dice l'architetto.

«Va tenuto in considerazione – racconta Suria –che qui i clienti sono piuttosto inesperti, serve attivare un contatto quotidiano per riuscire a portare avanti i progetti».

Tre ragioni per promuovere l'emigrazione professionale. Architetto Suria, tre motivi che lo spingono a cercare fortuna oltre confine? «All'estero sono molto motivato a cercare nuovi clienti perché con loro posso avere un dialogo diretto, in Italia questo non accade perché generalmente i contatti vengono gestiti dal leader della società. Generalmente in questi contesti nessuno vuole prendere decisioni, per questo ho trovato spazio per avere un ruolo di responsabilità. Ancora, all'estero ho potuto realizzare progetti impensabili in Italia: il più piccolo progetto di cui mi sono occupato è a Cipro, per una superficie di 18mila mq».

«A Milano – commenta Suria - si diceva che 80% dei progetti restava sulla carta. Nelle compagnie in cui ho lavorato il 90% si costruisce. Qui non si perde una settimana per fare uno studio di fattibilità, come accade in Italia : in un giorno si produce il materiale richiesto (piante, modello 3d, piano costi, calcolo superficie), e si invia al cliente. Il giorno dopo viene revisionato e non si perde tempo».

L'aspetto negativo è che non di rado la velocità del costruire limita la qualità del progetto. Ma le cose stanno lentamente evolvendo, i clienti apprezzano le competenze internazionali e riescono ad apprezzare l'attenzione al dettaglio, ‘perdonando' magari se serve più tempo di quello che impiegano gli studi locali per garantire una qualità decisamente migliore.


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