Progettazione e Architettura

Emilia, rapporto Mibac a un anno dal sisma. Bray: «Ora investire sulla manutenzione»

Paola Pierotti

«Va bene governare l'emergenza, ma poi è necessario avere i soldi per ristrutturare ciò che il fenomeno ha distrutto. In questo momento, tra l'altro, anche il fondo per l'emergenza al Ministero è pari a zero. Ancora, bisogna tornare a investire nella manutenzione e nel restauro del patrimonio, occorre sviluppare una cultura della sicurezza, anche in accordo con il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca». Così Massimo Bray, ministro della Cultura è intervenuto al convegno promosso dalla direzione regionale dei Beni culturali guidata da Carla Di Francesco «A un anno dal sisma» che ha colpito l'Emilia promosso a Carpi la scorsa settimana. Un convegno che ha fatto un primo bilancio sui danni e sui progetti in tema di Beni culturali (scarica il rapporto ).

I numeri. Dopo i 1.300 sopralluoghi sono stati quantificati per i soli edifici pubblici e religiosi (eslusi quindi quelli privati) danni per circa un miliardo di euro. «Sono circa 1.900 gli immobili di interesse culturale danneggiati e tra questi si registrano 500 chiese. Più di 1.300 sono invece i beni mobili provenienti da edifici lesionati e ricoverati oggi per la catalogazione e un primo soccorso a opera dei restauratori. Questi – spiegano dalla direzione regionale dei Beni culturali – sono solo alcuni dei dati ricavabili grazie all'attività delle 823 squadre miste di architetti, ingegneri, storici dell'arte e restauratori inviate sul territorio dall'Unità di crisi regionale».
Dopo il terremoto la Direzione ha istituito una commissione per l'esame e la valutazione dei progetti di messa in sicurezza: a oggi sono stati sottoposti al vaglio 818 progetti di cui solo 87 restano in fase di esame.

Il neo-ministro Massimo Bray ha colto l'occasione del convegno per constatare che «con il dialogo si sono raggiunti obiettivi comuni nonostante le risorse dedicate in questo anno al ripristino dei circa 1.500 monumenti danneggiati, edifici di altissimo interesse culturale fra cui tantissime chiese, siano state pressoché irrisorie – ha dichiarato Bray – come abbiamo visto inferiori ai 4 milioni di euro. Sufficienti a malapena alla messa in sicurezza delle strutture».
Come aveva già anticipato alle commissioni Cultura di Camera e Senato, Bray ha ribadito in questo contesto che tra le sue priorità c'è anche quella «di affrontare il tema della prevenzione del rischio sismico. Su questo fronte occorre potenziare e affinare le sinergie che si sono già costituite tra Ministero, Protezione civile e Consiglio superiore dei Lavori pubblici, attraverso la definizione di metodologie adeguate alla protezione dei Beni culturali, puntando soprattutto sulla prevenzione».

Cultura bene comune. Ancora, l'Emilia Romagna è un territorio di grande impegno sociale. «Un anno fa il terremoto ha gravemente danneggiato anche quel vasto circuito di piccoli teatri presenti in questo territorio, luoghi importantissimi per la diffusione della cultura e per la socialità di queste comunità, molto spesso gestiti direttamente dai cittadini attraverso circoli e associazioni di volontariato. È necessario – ha detto il ministro – che questi spazi virtuosi di incontro ed espressione artistica vengano ripristinati e tornino al più presto alla loro fondamentale funzione sociale»


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