Progettazione e Architettura

Lavori pubblici, al via un «tavolo tecnico» tra i professionisti

Al via un tavolo congiunto tra le professioni dell'area tecnica in materia di lavori pubblici. I Consigli nazionali di agrotecnici, architetti, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali, hanno appena istituito un gruppo di lavoro finalizzato a portare all'attenzione di Governo e Parlamento proposte concrete utili al rilancio dei lavori pubblici, offrendo nuove opportunità di lavoro ai professionisti, alle imprese e al grande indotto del settore.

Diverse le questioni sul tappeto, si legge in una nota. La prima è quella relativa alle regole per l'accesso al mercato dei lavori pubblici, i cui attuali vincoli sbarrano, «di fatto ed inesorabilmente - precisa la nota - la strada di accesso al mercato dei lavori pubblici ai giovani e comunque a tutti quei professionisti dell'area tecnica che non siano titolari di strutture professionali di notevoli dimensioni».

«Per comprendere meglio il fenomeno - sottolineano i presidenti degli otto Consigli nazionali - basta osservare i dati ricavati dal monitoraggio dell'Agenzia delle entrate per l'applicazione degli studi di settore: i numeri mostrano infatti che, pur comprendendo le società di ingegneria, solo il 2,73% dei contribuenti esaminati sono in possesso di una struttura professionale con un numero di collaboratori (addetti) superiore a 5. Questi dati, considerato che quasi tutti i bandi pubblicati sul territorio nazionale impongono un numero di addetti superiore a cinque, delineano un mercato dei lavori pubblici sempre più riservato ad un numero estremamente limitato di soggetti e chiuso al 97,27% dei professionisti italiani».

Gli otto Consigli nazionali delle professioni tecniche hanno già chiesto un immediato intervento dell'Autorità del Garante della Concorrenza per rimuovere tale dispositivo.


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