Progettazione e Architettura

Cento alloggi (con un polo per la musica) firmati Byrne nel cuore di Venezia

Paola Pierotti

Il progetto per l'area dell'Ospedaletto sperimenta nuovi tipi abitativi puntanto sulla classe media che non accede nè al libero mercato nè alle case dell'Ater.

Cento nuovi alloggi a canone calmierato, 3.300 mq di superficie commerciale, 3.700 mq di attrezzature di interesse comune e circa 5.000 mq di verde e percorsi pubblici. L'ex Ospedaletto di Venezia, nell'area di Santa Maria del Pianto, ospiterà un nuovo mix funzionale e per il progetto è in campo una firma internazionale come quella di Gonçalo Byrne.

Ad un team guidato dall'architetto portoghese è stato affidato a fine 2010 la progettazione del Piano di recupero dell'Ospedaletto SS.Giovanni e Paolo ed entro il prossimo mese di giugno si prevede di giungere all'adozione del Piano.

«Un'area di due ettari nel cuore del centro storico veneziano tornerà ad essere fruibile dagli abitanti, connessa al tessuto urbano e attrezzata per l'uso pubblico - spiega l'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli che chiude con questo via libera per Byrne, con un occhio attento al progetto di qualità, il suo mandato da assessore nella giunta Orsoni -. L'edificio più antico sarà recuperato e destinato ad attività culturali. Questo luogo è stato infatti deputato ad ospitare il centro della musica e l'archivio di proprietà dell'Ire».

Il programma di riqualificazione per l'area dell'Ospedaletto rappresenta la conclusione di una più complessiva riqualificazione dell'intero patrimonio residenziale dell'Ire, da sempre volto ad integrare e supportare l'offerta residenziale del Comune di Venezia.

Vedi la gallery con le foto dell'area, com'è oggi l'Ospedaletto e come sarà il nuovo quartiere.

Con il progetto del nuovo quartiere residenziale, Ire - che avrà l'onere di gestire gli affitti delle residenze realizzate - ha chiesto al gruppo dei progettisti di mettere a punto tipi residenziali volti ad interpretare e soddisfare le esigenze di una classe media «che - spiega Micelli - non potendo accedere alle case Ater e non potendo permettersi un affitto nel mercato libero della città, tende ad abbandonare il centro storico a favore di altre parti del territorio».

Le coperture dei nuovi edifici saranno praticabili: il tetto sarà un suolo su cui camminare, affacciandosi sui tetti della città e sulla laguna.

La storia dell'operazione.
Le prospettive future del complesso dell'Ospedaletto continuano sul solco tracciato dagli antichi amministratori di questo ospedale, che nasce nel 1527 come istituzione di carità e di assistenza, secondo le nuove idee riformate e lungimiranti dei governatori veneziani che guardavano soprattutto ai giovani, ai bambini senza casa e senza famiglia. A loro furono indirizzati gli sforzi maggiori di educazione e istruzione. Ai ricoverati si voleva dare la possibilità di una nuova vita da buon cristiano entro il solco dell'ordine sociale.

L'Ospedaletto fu famoso per la tradizione musicale dei cori delle fanciulle orfane educate da valenti maestri: ne è una tangibile testimonianza la Sala della Musica che arricchì l'Ospedale di un secondo polo musicale che venne ad aggiungersi alla chiesa di S. Maria dei Derelitti, destinato a funzioni di rappresentanza (qui venivano accolti personaggi illustri veneziani e forestieri in visita alla Città).

«Il piano di recupero delle parti storiche del complesso - spiegano dal Comune - mira quindi a costituire un articolato polo musicale dove troverebbe posto il preesistente ed attivo archivio storico con annessa sala studio e biblioteca specializzata, la Sala della Musica, al contempo luogo museale e luogo per musica da camera, la Chiesa di S. Maria dei Derelitti, ideale auditorium di rilevante capienza e perfetta acustica (da studi è emerso che è la chiesa veneziana con l'acustica migliore) corredato da un pregevolissimo organo datato 1751, perfettamente funzionante. Spazi potrebbero essere inoltre dedicati ad aule per una scuola di musica, una sala di registrazione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA