Progettazione e Architettura

I laboratori urbani delle buone pratiche: i 14 casi da imitare

Paola Pierotti

Da Torino a Ladispoli, da Pescara a Morano Calabro, da Genova a Castidas. Ha fatto 13 tappe il «Viaggio nei Comuni delle Buone Pratiche» presentato a Roma la scorsa settimana nell'ambito della Biennale dello spazio pubblico. Iniziativa che ha voluto far dialogare funzionari e tecnici delle Pa, soggetti che a diverso titolo progettano, realizzano e gestiscono gli spazi pubblici. Obiettivo? Condividere problemi e soluzioni possibili, nonostante la situazione in cui «riduzione di fondi e di personale aggravano il sistema e si richiedono compiti sempre più gravosi rispetto alla sicurezza e alle esigenze sociali». Il Viaggio è stato promosso da Inu (con Anci e Cittalia) nell'ambito delle iniziative della Biennale per condividere esperienze innovative e reali, e per unire le forze con esperti, docenti universitari, imprese e cittadini che vogliono valorizzare insieme la «normalità operosa, perché lo spazio pubblico non sia la Cenerentola degli investimenti ma assuma e potenzi il forte valore sociale, storico, culturale ed educativo che gli è proprio» ha spiegato Lucia Lancerin, coordinatrice del viaggio.

TORINO
Fiducia . Occorre pensare che le progettazioni di nuove aree e la rifunzionalizzazione di spazi esistenti non possono prescindere da una visione strategica del territorio nel quale si opera» ha dichiarato Giacomo Leonardi, referente del laboratorio torinese. La Città pubblica (piazze, vie, giardini, parchi, edifici pubblici) concorrono a delineare i caratteri identitari dei luoghi nei quali i cittadini si riconoscono. «In questo senso gli spazi pubblici devono essere spazi della "fiducia", luoghi – spiegano i tecnici – dove si esercita la democrazia in senso ampio; spazi pensati per la libera fruizione, per lo svago, per manifestare, per incontrarsi, per divertirsi, per imparare, per integrare e in ogni caso essere inclusivi di tutte le avversità».

VENEZIA
Accessibilità. Affrontare il tema Eliminazione Barriere Architettoniche – ha detto Franco Gazzarri, dell'ufficio Eba del Comune di Venezia – significa avere strumenti normativi che spesso non dialogano. Il tema dell'accessibilità necessita di una modalità di lavoro trasversale e dialogo tra gli uffici, per coordinare gli interventi, ridurre le spese di intervento, far dialogare tra loro gli strumenti urbanistici». Tra i tanti temi oggetto di attenzione la gestione dei finanziamenti (la destinazione alle opere Eba di una quota dei proventi delle opere di urbanizzazione – il 20%), il dialogo con le Soprintendenze per le soluzioni nei centri storici, sulla mobilità accessibile nelle rotatorie.

GENOVA
Dismissione e valorizzazione. Ex ospedali, ex caserme, forti: quello del patrimonio dismesso è un tema che riguarda grandi città e piccoli comuni. Generalmente l'approccio alla valorizzazione del patrimonio ha esaltato obiettivi economico-finanziari dei processi, penalizzando gli aspetti storico-culturali, sociali, paesaggistici e di memoria collettiva che tali luoghi rappresentano. Il seminario coordinato da Silvia Capurro e Silvia Soppa ha riunito i vari attori della filiera per avviare un confronto a partire dai diversi punti di vista. Il lavoro si è concluso con la stesura di un decalogo. Tra le priorità: l'attenzione al progetto per conquistare finanziamenti in particolare europei; il ruolo del terzo settore; la regia dei processi di trasformazione in mano pubblica ma coinvolgendo i privati sia nel progetto che nella costruzione.

GERACI SICULO (PA)
Spazi pubblici nelle città territorio. Trentatré comuni nelle province di Palermo, Enna, Caltanissetta appartenenti al Piano di sviluppo rurale «Madonie in rete per lo sviluppo del territorio rurale» hanno partecipato al laboratorio di Nicolò Savarese sulle potenzialità delle "reti". Tra i progetti presentati il servizio centralizzato di catering a Km zero per le scuole del comprensorio, i contratti centralizzati per forniture energetiche di edifici e servizi pubblici e l'installazione di impianti utilizzanti un mix di energie alternative.

MENFI (AG)
A rete in Sicilia. A Menfi il laboratorio si è concentrato sul tema della «Rete delle Città del vino» organizzando una riflessione sulle politiche che la nuova programmazione nazionale e comunitaria propone in materia di assetto territoriale, anche per superare il gap tra aree metropolitane e rurali. «Bisogna marcare il ruolo di ogni centro all'interno della rete. I centri minori – hanno ribadito i tecnici partecipanti al workshop – devono puntare sulla specializzazione».

CASTIDIAS (CA)
Le energie. Lo spazio pubblico come struttura portante di nuovi standard di sostenibilità; Sinergie pubblico-privato; Pianificare le energie». Sono queste le declinazioni del laboratorio dedicato all'Energia ospitato in Sardegna e coordinato da Cesarina Siddi, Domenico Bianco, Alessio Battistella. Tre priorità: costruire forme di condivisione di buone pratiche; lavorare sulle procedure per un loro snellimento (trasparenza e qualità); costruire una rete di comuni come piattaforma di solidarietà operativa.

PESCARA
Connessioni. Il laboratorio di Pescara ha prestato una particolare attenzione alla introduzione di nuovi spazi aperti, legati sia a innovativi usi del suolo (parchi e orti urbani), sia ad attrezzature per la soft mobility, sulla base delle più recente domanda, posta da chi abita e si trova a lavorare in questa parte del territorio pescarese e chietino»: così Raffaella Radoccia ha descritto in sintesi il lavoro del laboratorio. Oggetto di attenzione i parchi urbani, le green-ways, i parchi tematici tra case, scuole e capannoni e gli orti urbani. Tra le parole chiave che sintetizzano le buone pratiche: porosità, rendita dei suoli, didattica, ecologia, flessibilità d'uso, sicurezza, creatività, integrazione sociale.

REGGIO EMILIA
Inclusione. La città delle persone deve essere città educante». Parte da qui la riflessione fatta a Reggio Emilia nel laboratorio coordinato anche da Cerpa-Italia e Reggio Children. Alcune idee nate dal laboratorio: occuparsi della manutenzione delle città, curandosi delle relazioni tra le persone; dare continuità ai progetti; recuperare un rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini (oggi spesso i processi di partecipazione nascono in modo forzato perché si basano sulla sfiducia reciproca); aprire uno sportello per l'uso temporaneo degli spazi urbani.

PADOVA
Condivisione. Padova ci si è occupati del verde pubblico. «La gestione condivisa delle aree verdi aumenta il senso di sicurezza e quando i cittadini vengono coinvolti nella progettazione, poi sono parte attiva nel motivare le scelte agli altri e nel difendere lo spazio realizzato»: Giampaolo Barbariol, uno dei coordinatori del laboratorio, ha sottolineato l'importanza della partecipazione quando si parla di verde urbano. «Bisogna evitare percorsi di partecipazione fittizia anche con un garante del processo o con un patto tra amministratori e cittadini.

BOLOGNA
Custodia. A Bologna funzionari e tecnici si sono riuniti per condividere progetti e politiche di gestione e cura civica dello spazio pubblico. «È necessario promuovere un'alleanza istituzionale capace di favorire la sussidiarietà e dare risposta agli stimoli che vengono dalla società civile» ha detto Chiara Manaresi, coordinatrice del workshop. Le amministrazioni devono mettere a disposizione idee, spazi, aiuto nel fund raising ma soprattutto essere capaci di una forte "regia pubblica" che sia da stimolo e metta in rete i diversi soggetti e monitori i risultati. «La regia pubblica deve garantire l'uguaglianza – hanno precisato però i tecnici – per favorire la collaborazione piuttosto che la competizione (bandi) e non favorire le rendite di posizione». Quando si parla di spazio pubblico il volontariato è un'importante risorsa (anche economica) ma è necessario trovare soluzione al problema del turn over mediante attività di reclutamento, comunicazione, educazione (in particolare nelle scuole).

MORANO CALABRO (CS)
Identità. Ai piedi del Pollino la tappa del Viaggio ha fatto il punto sulle potenzialità degli spazi pubblici nelle realtà italiane più piccole, spesso trascurate anche dai dibattiti scientifici. Oltre alla nota scarsa disponibilità di risorse economiche pubbliche, le criticità emerse sono state «la frammentazione dei ruoli e delle competenze, la crescente diversificazione dei bisogni dei soggetti sociali e l'incapacità di rappresentarli, l'assenza di una rete di figure professionali in grado di fornire un valido supporto ai processi di governance, la mancanza di un ceto politico capace di sperimentare» ha detto Guglielmo Minervino, coordinatore dei lavori.

FIRENZE
Rinascita. La «riappropriazione civica» dello spazio verde. A Firenze si è affrontato il tema a partire dall'esame di un caso concreto che rappresenta una vera e propria sfida per l'amministrazione comunale: la riqualificazione del parco ottocentesco delle Cascine e la riconquista a un uso sociale delle sponde dell'Arno tra il centro storico e l'insediamento contemporaneo a ovest (3.200.000 mq di aree verdi, in parte vincolate e in parte da recuperare). Il laboratorio coordinato da Francesco Alberti e Chiara Pignaris ha lavorato sul tema dell'uso temporaneo del verde da parte di artisti e perfomers, sull'importanza di intrecciare il livello del verde con quello della mobilità e ancora sul tema low budget (progetti belli a bassa manutenzione).

LADISPOLI (RM)
Universal design. Il tema dell'accessibilità è stato affrontato a Ladispoli proponendo una visita guidata da non vedenti in tre percorsi cittadini con evidenti difficoltà per persone con disabilità plurisensoriali. Tra i temi evidenziati dai partecipanti c'è stato quello relativo alla necessaria integrazione tra municipalità e associazioni. Si richiede chiarezza normativa, ad esempio a partire dagli attraversamenti pedonali per cui ogni comune utilizza un diverso colore. Altre osservazioni banali (ma non scontate): i progetti vanno collegati alle strutture esistenti (trasporti e parcheggi) ed è necessario collegare trasporto pubblico e privato.

VENEZIA
Coinvolgimento. A partire dagli spazi a uso pubblico realizzati all'interno del compendio universitario di San Giobbe a Cannareggio (Venezia) si sono analizzati progetti che integrano arte, pedagogia, territorio, ecologia e sostenibilità. Particolare attenzione è stata riservata all'arte pubblica come strumento di rigenerazione. Tra le priorità emerse dal laboratorio organizzato da Anna Agostini e Filippo Lovato a Venezia la mappatura dei bisogni inespressi del territorio; la promozione dello spazio pubblico come bene comune; la trasparenza dei processi decisionali; modelli di gestione innovativa; valutare tra i costi anche la sicurezza e la manutenzione.[


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