Progettazione e Architettura

Al via a Roma la Biennale dello spazio pubblico: si investe sulla dimensione sociale della città

Paola Pierotti

Dopo il fine settimana dedicato all'architettura con l'iniziativa Open House Roma sbarca a Roma la Biennale dello spazio pubblico. Si chiude il18 maggio la tre giorni di eventi organizzata dall'Istituto Nazionale di Urbanistica con la collaborazione di ANCI, Cittalia, Facoltà Architettura Roma 3, Consiglio nazionale architetti, Casa dell'architettura, Ordine architetti di Roma ed il sostegno di Cornell University.

«E' necessario recuperare l'uso sociale dello spazio pubblico. In tempi di ristrettezze economiche l'attenzione degli amministratori è spesso concentrata sullo spazio fisico, però nelle città ci sono idee innate che guardano alla dimensione sociale. Queste vanno valorizzate e la Biennale dello spazio pubblico è un modo importante per farlo» così il Centro Ricerche di Anci, attraverso il direttore della fondazione Paolo Testa ha descritto il senso dell'evento romano, alla sua seconda edizione.

La Biennale dello spazio pubblico si propone quindi come un evento che mette al centro problematiche e stimoli che saranno alla base di politiche innovative per il governo delle città. Diffondere buone prassi realizzate in Italia e all'estero e stimolare il dibattito sul recupero degli spazi pubblici sono gli obiettivi della Biennale che affronterà il tema partendo da approcci diversi, come il verde urbano e il recupero e la cura dei centri storici.

Si parlerà della valorizzazione dei beni confiscati alla mafia con la collaborazione dell'associazione Libera, di partecipazione, di eventi informali che hanno favorito il riuso di spazi abbandonati. Tra gli appuntamenti più interessanti anche la presentazione di un «Viaggio tra le buonbe pratiche» elaborato da Cittalia e Anci.

Al centro dei dibattiti anche i temi promossi dai concorsi e call for paper lanciati nei mesi scorsi e che hanno visto la partecipazione di centinaia di soggetti, tra studenti, ricercatori, docenti, cittadini, enti e associazioni pubbliche e private, a conferma del grande interesse che riscuote il tema dello spazio pubblico. Tra gli argomenti da cui i concorsi e i call for paper hanno preso spunto ci sono la qualità della progettazione, la ricostruzione dopo le catastrofi, la dismissione del patrimonio pubblico, l'innovazione portata dalla diffusione dei network sociali.

«Con la Biennale puntiamo a realizzare una connessione tra la ricerca e l'applicazione delle buone pratiche dice Mario Spada, coordinatore della Biennale - parteciperanno sindaci, amministratori, cittadini che si confronteranno con rappresentanti di Confcommercio e i costruttori dell'Ance, tra i principali attori ad essere interessati, specialmente in questa fase, che le parole e i modelli trovino uno sbocco in azioni concrete».

In campo anche gli Architetti. «Abbiamo risposto con entusiasmo a questo evento - ha spiegato Ferruccio Favaron del Consiglio Nazionale degli Architetti - Per esprimere progetti di qualità ci vogliono a monte progetti urbanistici di qualità. Da tempo siamo impegnati assieme ad Ance e a Legambiente a promuovere Riuso, il piano di rigenerazione urbana sostenibile e l'occasione offerta dalla Biennale ci permette di continuare a farlo». In questo si inserisce l'iniziativa «UrbanPro» che gli architetti portano avanti con Ance, Confcommercio e UnionCamere (un progetto per la rigenerazione urbana sostenibile all'interno del piano città).

Per il programma completo e per tutte le informazioni sulla seconda edizione della Biennale dello spazio pubblico, il sito web di riferimento è www.biennalespaziopubblico.it


© RIPRODUZIONE RISERVATA