Progettazione e Architettura

Bologna, un campus universitario al posto dell'area militare. In campo 14 giovani studi di architettura

Paola Pierotti

Ateliermap di Siracusa, Zamboni Associati e M2R Studio di Architettura di Reggio Emilia, Atelier Manfredini di Los Angeles, 2A+P/A di Roma, Studio Performa, Zanelli/Beltrami Architetture, Diverserighe Studio, Tasca Studio e Rizona Architetture di Bologna, Ellevuelle Architetti di Modigliana, Marazzi Architetti di Parma, Marc Architetti Associati di Torino, Olandi+Pulelli Architetti di Cesena. Quattordici giovani studi di architettura sono stati protagonisti di un progetto di sensiblizzazione culturale a Bologna, per ripensare l'area ex Staveco a Bologna.

Energie giovani convogliate in un laboratorio, finalizzate alla riqualificazione dell'ex area militare. Idee, proposte e suggestioni elaborate dai ricercatori del Dipartimento di Architettura e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell'Alma Mater in collaborazione con i 14 studi italiani di giovani architetti e con il Comune di Bologna.

L'area ex Staveco costituisce un'irripetibile opportunità per la città di Bologna: attraverso quest'area è infatti necessario passare per ricostruire quel rapporto tra città e collina che l'uso militare ha impedito per molti anni. L'area, oggi di proprietà demaniale, è stata oggetto negli ultimi anni di un approfondito confronto tra Agenzia del Demanio e Comune di Bologna, che ha portato alla definizione delle previsioni urbanistiche oggi contenute nel Piano strutturale della città.
Il Comune si è rivolto all'Università per definire una prima ipotesi progettuale di riqualificazione (masterplan) che restituisca l'area pedecollinare alla città con funzioni di eccellenza che contribuiscano nel migliore dei modi all'obiettivo di riappropriazione urbana e di ricostruzione di rapporti ambientali che quest'area merita.

L'Ateneo, con il «Laboratorio Staveco» ha impegnato una trentina di ricercatori che, integrando competenze che vanno dalla progettazione architettonica alla ingegneria strutturale, dalla storia dell'architettura al restauro, dall'urbanistica alla progettazione del paesaggio (Dipartimento di Scienze Agrarie), hanno messo a punto il masterplan e l'articolazione del programma dimensionale e funzionale dell'area.

Il risultato? Ne è nata la proposta di realizzazione di un nuovo polo universitario in grado di ospitare funzioni di carattere marcatamente internazionale: un collegio d'eccellenza, un istituto di studi avanzati e una residenza per visiting professor, un centro linguistico, un faculty club, una residenza per giovani talenti, un centro interreligioso, nonché spazi per studenti e una mensa. Volendo inserire questo progetto nel contesto urbano si prevedono anche un adeguato sistema degli spazi aperti pubblici, i parcheggi, una struttura per la scuola d'infanzia e attrezzature sportive.

Definito il masterplan, i ricercatori dell'Alma Mater hanno invitato 14 studi italiani di architettura a un confronto progettuale sull'area. I progetti sono esposti in una mostra nell'Aula Magna dell'ateneo. Vedi la gallery con i progetti


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