Progettazione e Architettura

Sicurezza nei cantieri, a Torino architetti in campo per creare un sistema normativo più integrato

Maria Chiara Voci

Ha preso il via oggi il Forum internazionale sulla Sicurezza organizzato dall'Ordine torinese e dalla Fondazione Oat - Dal confronto nascerà una proposta concreta da presentare al ministero del Lavoro

A confronto ci sono tutte le parti interessate: enti legislatori, enti sanzionatori, professionisti e imprese. L'obiettivo è arrivare, in 3 giorni, a compilare un documento programmatico, da presentare al Ministero del Lavoro.
Ha preso il via a Torino, questa mattina, il Forum Internazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e dei cantieri 2013, che sarà ospitato fino a sabato presso la Scuola di Amministrazione Aziendale, in via Ventimiglia 115. L'iniziativa è promossa dall'Ordine degli Architetti di Torino e dalla Fondazione Oat: un primo appuntamento, che potrebbe diventare anche una scadenza fissa, annuale o biennale,
per un confronto tra tutte le parti coinvolte nella sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri.
«L'ideazione del forum – spiega Riccardo Bedrone, presidente dell'Ordine - nasce dal fatto che manca oggi un contesto di applicazione uniforme del complesso di norme nazionali e internazionali in tema di sicurezza. Alla fine, il singolo professionista si trova a doversi confrontare con interpretazioni diverse, che mutano a seconda dei territori e degli enti sanzionatori, con ampi margini di discrezionalità nell'applicazione delle leggi».
Durante la tre giorni torinese, al contrario, i relatori cercheranno - nel ricco programma di seminari - di fornire innanzitutto indicazioni operative ai partecipanti (l'evento è anche accreditato per la formazione continua). Il Forum ha però anche uno scopo propositivo, per superare i nodi e far evolvere il panorama normativo italiano. «A volte – considera l'architetto Massimo Giuntoli, coordinatore del Forum – si tende a credere che un cantiere monitorato quotidianamente sia più sicuro. Ma non è così. Il problema vero risiede, infatti, nell'assenza di un sistema integrato tra gli attori coinvolti, cioè datore di lavoro, lavoratori, responsabile del servizio di prevenzione e protezione e coordinatore della sicurezza. Inoltre, spesso scontiamo un forte gap dovuto alla mancanza di adeguata formazione, che viene effettuata per compartimenti stagni. Al contrario, la tre giorni torinese vuole essere un momento di condivisione di esperienze e aspettative, così da creare un ambiente di collaborazione e reciprocità capace di aumentare, in tutti, la conoscenza e la consapevolezza degli spazi e delle azioni». Grande attenzione sarà data, infine, a Torino, all'osservazione dei modelli oltre i confini nazionali e in particolare sarà esaminata la normativa di Francia, Germania, Bulgaria e Marocco.


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