Progettazione e Architettura

Bandi rigorosi, costi contenuti e tempi certi: il modello Cei

Paola Pierotti

Rigore nella stesura dei documenti,sinergie tra committenti, architetti, e liturgisti tra i fattori che hanno portato al traguardo i concorsi

Quindici anni di concorsi: tre progetti per ciascuna delle sei edizioni. Dodici nuove chiese costruite o in fase di ultimazione. È questo il bilancio positivo (e in controtendenza) della nuova architettura nata dai concorsi promossi dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso il Servizio Nazionale per l'edilizia di culto. «A fronte dei numerosi concorsi banditi che si chiudono con un nulla di fatto, i nostri concorsi terminano sempre con i cantieri» dice Monsignor Giuseppe Russo, responsabile del Servizio Nazionale, (ingegnere), orgoglioso dell'operazione iniziata nel 1998.

La mostra. La scorsa settimana al Museo Maxxi di Roma è stata inaugurata la mostra 21 PER XXI dedicata ai progetti presentati da 21 architetti italiani per gli ultimi tre concorsi promossi dalla Cei per realizzare altrettanti complessi parrocchiali nelle città di Ferrara, Olbia e Mormanno (Cs), vinti rispettivamente da Benedetta Tagliabue, Francesca Leto e Mario Cucinella.

Vedi la gallery con i tre progetti vincitori dell'ultima edizione dei concorsi Cei

I concorsi Cei. Tra le committenze illuminate dell'architettura contemporanea la Cei si è distinta in questi anni per aver scelto la via del concorso, per promuovere la qualità dell'architettura sacra e di conseguenza per aver favorito la diffusione della qualità sul territorio. «Tra gli interessi sviluppati dal concorso in questi anni c'è stata la possibilità di far lavorare insieme, per progettare una nuova chiesa, architetti, artisti e liturgisti – spiega Russo, curatore della mostra -. Siamo ovviamente consapevoli dei rischi connessi alla ricerca di nuove soluzioni formali e all'adozione di impianti liturgici meno convenzionali, ma riteniamo importante che lo sguardo in avanti non perda le tracce da cui proviene, quella tradizione nella quale da sempre la Chiesa cammina, cresce e si rinnova».

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Il modello-Cei fonda le sue basi sull'impegno della struttura in tutte le fasi del processo, dall'individuazione del sito (che viene scelto attraverso una pre-candidatura delle singole parrocchie), alla redazione del bando di concorso, alla stesura del documento preliminare alla progettazione, agli incontri tra i diversi attori del processo edilizio
: committenti, architetti, liturgisti e artisti. Un vero e proprio "laboratorio di pensiero". «Le pochissime chiese che non sono passate dalla carta al cantiere – spiega Giuseppe Russo – si sono fermate solo perché le parrocchie o le diocesi hanno ritenuto di non procedere. Per le tre chiese frutto degli ultimi concorsi, passeremo rapidamente alle prossime fasi della progettazione, sceglieremo le imprese ed entro un anno si potrà partire con i cantieri».

Non solo certezza per i lavori ma anche tempi stretti.Gli oggetti della progettazione dei concorsi Cei non sono santuari ma complessi parrocchiali, «edifici – spiega Russo – che devono saper integrare la qualità dello spazio della liturgia con il rispetto della comunità e del territorio».

ll metodo Cei. Qual è la linea che garantisce alla Cei un risultato certo e sicuro? «Cerchiamo di impegnarci molto sulla fase propedeutica al concorso, impostando e chiarendo la domanda della committenza, indicando tutti gli aspetti funzionali, iconografici, liturgici: con poche pagine si possono esprimere tutte le indicazioni necessarie per un buon lavoro del progettista». Ogni progetto è una sfida. «Appena chiudiamo l'edizione di un concorso – spiega Russo – già lavoriamo alla successiva, a partire dalla selezione degli architetti che contiamo di coinvolgere per i prossimi tre concorsi, uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud. Raccogliamo curriculum, accogliamo segnalazioni, verifichiamo la qualità dei progetti realizzati (non necessariamente luoghi di culto)» aggiunge.

Per ogni edizione la Cei invita sette progettisti per ciascuna delle tre chiese. A partire dall'ultima edizione la valutazione è stata fatta online e i materiali sono stati inviati in formato digitale. «In questa ultima edizione – ha aggiunto Russo – abbiamo lavorato con due commissioni: nella seconda giuria, quella finale, sono stati coinvolti anche degli esponenti delle comunità locali in modo tale da proporre progetti più adatti al territorio».

Per tutti gli architetti invitati ai concorsi è previsto un rimborso spesa dell'ordine degli 8mila euro e per i primi tre sono previsti tre premi. Al vincitore del concorso viene sempre affidato l'incarico per tutte le successive fasi della progettazione «le imprese entrano quando è pronto il progetto esecutivo – ribadisce Russo -. Vanno ben distinti i ruoli di committenza, imprese e progettisti, serve una grande concertazione ma la linea Cei prevede non sia dia all'impresa un progetto lacunoso».

I finanziamenti? La Cei finanzia per il 75% le opere, il resto è a carico della comunità «che – spiega Giuseppe Russo - si deve sentire responsabile e partecipe dell'operazione». I parametri dei costi sono fissati in base alla zona sismica e ufficializzati sul sito www.edculto.it . «In generale – commenta - si tratta di opere capaci di integrare qualità progettuale e economicità. In alcuni casi riscontriamo anche una certa urgenza nel costruire pertanto i progetti devono essere capaci di rispondere a tutte le nostre necessità».

Vedi la gallery con le chiese costruite nate dai concorsi Cei


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