Progettazione e Architettura

I geometri: «Crisi e norme farraginose ci sottraggono competenze»

Alessia Tripodi

Viaggio tra i professionisti italiani in vista del nuovo Regolamento professionale, tra «opere modeste» mai definite e contenziosi ancora aperti su cemento armato e direzione lavori

La crisi che riduce all'osso le occasioni di lavoro e crea contrasti tra i professionisti, generando terreno fertile per le contestazioni sulle competenze. Il "mistero" delle modeste costruzioni, limite entro il quale rientrano le competenze dei geometri, ma le cui caratteristiche non sono definite dalla norma. Il divieto a operare sul cemento armato che formalmente non esiste più, ma che continua ad essere applicato in alcune zone del Paese. Senza contare gli ostacoli dovuti a norme farraginose (e spesso contrastanti tra loro) e le difficoltà di inserimento dei giovani, aggravate dagli oneri per i contributi di cassa che costringono molti neo iscritti a "riconsegnare il timbro" anzitempo.

Il viaggio tra i geometri italiani in vista del varo del nuovo Regolamento professionale – voluto dal Consiglio nazionale e presentato lo scorso 10 aprile al Congresso nazionale di Rimini – scopre una realtà professionale in piena evoluzione, con tecnici disposti a mettersi in gioco e a lavorare in stretta sinergia con architetti e ingegneri («perché – dicono quasi in coro – è ormai impensabile operare da soli, il futuro è nella filiera professionale integrata»), ma pronti a tutto pur di difendere i propri "recinti" professionali.
Il quadro disegnato dalle interviste ai professionisti svela che a Catania, per esempio, (vedi articolo ) da due anni a questa parte è arrivato lo stop del Genio civile alla direzione lavori di opere modeste per i geometri, nonostante tale attività sia stata svolta per decenni senza contestazioni sulle competenze.
Mentre a Lucca (vedi articolo ) una società tra professionisti ante litteram, nata quasi trent'anni fa dal sodalizio tra un geometra, un architetto e un ingegnere, deve fare i conti con una giungla normativa inestricabile – «i più problematici – dicono – sono i regolamenti in materia urbanistica» – e una selva di adempimenti burocratici che rallentano i tempi dei lavori.
Ma la partita delle competenze ora si gioca soprattutto sui temi della tutela ambientale e della sostenibilità. Settore nel quale, però, il geometra non ha ancora "campo libero" visto che, per esempio, la norma gli permette di fare certificazione energetica - previa abilitazione - ma non gli consente di firmare la Valutazione di impatto ambientale


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