Progettazione e Architettura

«Direzione lavori, dal 2010 il Genio civile di Catania la vieta»

Alessia Tripodi

Giuseppe La Rosa, geometra a Catania, iscritto all'Albo dal 1983 e membro del consiglio direttivo del collegio provinciale: «Per anni ho realizzato la direzione lavori su opere modeste, ma da qualche anno sono nate contestazioni sulle competenze»

«Non è mai successo che mi contestassero la competenza su una direzione lavori, ora accade perché con la crisi il lavoro è poco e nascono i contrasti». Giuseppe La Rosa, geometra a Catania - dove è membro del consiglio direttivo del collegio provinciale - è specializzato in edilizia ed estimativa e racconta di aver realizzato «per anni la progettazione architettonica e la direzione lavori di opere di modeste dimensioni in cemento armato, sulla base di calcoli strutturali di un ingegnere o di un architetto», ma che «dal 2010 tale direzione lavori non si fa più, perché una direttiva dell'ingegnere capo del Genio civile di Catania, con riferimento a sentenze di Cassazione, ci ha sottratto tale competenza». Questo anche se «dal 1929 a oggi nessuna norma sulle nostre competenze sia mai stata cambiata – sottolinea La Rosa – e nonostante l'abrogazione del regio decreto del 1939, che attribuiva a ingegneri e architetti l'esclusiva competenza sul cemento armato».

Ma nel collegio catanese non si sono arresi. «Abbiamo provato a risolvere la questione inserendo nella legge di recepimento della normativa nazionale sui lavori pubblici la definizione di "modeste costruzioni", equivalenti a 1.500 mc su due elevazioni fuori terra – spiega La Rosa – ma la norma, seppur votata all'unanimità dall'assemblea regionale, è stata bloccata dal Commissario di Stato, secondo il quale la Regione non ha competenza a legiferare in materia». Poi «lo scorso settembre – continua il geometra – una direttiva dell'assessorato regionale alle Infrastrutture ha stabilito che la direzione lavori su opere modeste non ci è preclusa e che spetta al Genio civile valutare volta per volta se l'opera rientra o meno nelle nostre competenze». Un passo avanti «ma non per Catania – conclude La Rosa – dove il Genio civile è rimasto fermo sulle sue posizioni».


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