Progettazione e Architettura

Fuksas vince il concorso per Bari Centrale: un parco di 3km al posto delle aree ferroviarie dismesse

Paola Pierotti

Massimiliano e Doriana Fuksas con Jordi Henrich I Monras hanno vinto il concorso Bari Centrale. Al secondo posto si è classificato lo spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, al terzo i danesi Cobe con Iotti+Pavarani, al quarto Francesco Cellini con Insula architettura. A parimerito gli altri sei gruppi in gara guidati rispettivamente da Carlos Ferrater, Metrogramma con Alejandro Zaera Polo, Scape con Lan Architecture e Uaps, Bolles+Wilson, Allies and Morrison con Arup e Alvisikirimoto, Cruz Ortiz Arquitectos.

E' stata svelata la graduatoria del concorso che ha per oggetto la progettazione di un'area di 78 ettari nel cuore della città di Bari per la quale il Comune ha chiesto idee per la riorganizzazione delle aree ferroviarie in dismissione.

«Questo - ha sottolineato l'architetto Massimiliano Fuksas - è il primo progetto che mi riavvicina all'urbanistica dopo anni di lontananza dai temi che riguardano le problematiche urbane. Ho capito sin dal primo momento che si trattava di un lavoro impressionante, complicato. L'idea principale è quella di voler far scomparire la ferrovia all'interno di un grande parco. Così abbiamo voluto coniugare la salute della città e la visione del futuro in un ambiente complesso, e abbiamo immaginato un Central park lungo tre chilometri che potesse inglobare la stazione e fare da ponte tra le due aree di Bari. Nel farlo abbiamo sempre tenuto basso il budget».

Tutti i dettagli del progetto

Le immagini del progetto

La giuria
, presieduta da Anna Maria Curcuruto, direttore della Ripartizione urbanistica ed edilizia privata del Comune di Bari, è composta dall'architetto Boris Podrecca di Vienna, dall'urbanista Paola Viganò, docente della Università IUAV di Venezia e all'Università di Harvard, da Pippo Ciorra, curatore del Museo Maxxi, dall'avvocato Renato Perticarari, esperto dei processi di trasformazione urbana. L'architetto Claudio Certini e l'ing. Giovanni Nuzzi rappresentano gli Ordini professionali di Bari.

Il concorso è stato articolato in due fasi: alla fase di preselezione hanno partecipato 105 concorrenti italiani e stranieri, con una presenza significativa di gruppi interdisciplinari e multi-nazionali. Tra questi concorrenti, la giuria ha selezionato i dieci gruppi finalisti, chiamati nella seconda fase a presentare altrettanti progetti che da lunedì saranno al vaglio dei giurati.

Le motivazioni della giuria. La giuria ha individuato una serie di motivazioni per la scelta del progetto vincitore che si incentra sulla trasformazione del fascio ferroviario in un parco di quasi tre chilometri di lunghezza. «La giuria ha concentrato maggiormente la sua attenzione sui progetti più fortemente impegnati sui temi della riconnessione tra le parti di città separate dalla ferrovia e della dotazione di verde e spazio pubblico. In questa ottica - si legge nel verbale - dopo un approfondito esame dei documenti presentati, la giuria ha deciso di assegnare il premio al progetto Fuksas per la chiarezza, la visione unitaria e la fattibilità della soluzione proposta».
In particolare la scelta si è basata sulle seguenti ragioni:
- la capacità di rispondere con coerenza e qualità alle aspettative di una città che attende da tempo la riconnessione delle due "sponde" del sedime ferroviario;
- l'integrazione dei tessuti edilizi sui due fronti attraverso la realizzazione di un grande parco urbano soprelevato;
- l'introduzione di un incremento della densità edilizia attuale equilibrato e ben distribuito tra i vari comparti;
- la proposizione, attraverso la grande presenza del parco e la scelta di una immagine urbana adeguata, di soluzioni caratterizzate da un alto livello di sostenibilità ambientale;
- l'individuazione di partiture edilizie e brani di tessuto in grado di caratterizzare e articolare il progetto;
- il ricorso a una soluzione tecnico-strutturale semplice e realizzabile per la creazione di un involucro "verde" ed efficiente per l'area dei binari;
- la possibilità di una realizzazione flessibile e progressiva nel tempo, soprattutto grazie alla modularità intrinseca del progetto di copertura dei binari, anche il relazione alle necessità del piano del ferro.
Chi erano i dieci gruppi ammessi al concorso

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