Progettazione e Architettura

Non solo concorsi, marketing e comunicazione: tre priorità dal manuale del perfetto architetto emergente

Paola Pierotti

Intervista a Silvia Forlati, architetto italiano e co-autrice del Manuale Wonderland dedicato all'attività professionale dei giovani architetti.

Entrare nel mercato è la tappa più faticosa per un progettista. Lo si legge nel recente rapporto Cnappc-Cresme e viene confermato ogni giorno dai tanti professionisti che tentano di trovare una strada per trovare committenti e per intercettare opportunità concrete. «E pensare di fare l'architetto in modo tradizionale è un pensiero un po naif».

Concorsi. Se una decina di anni fa si pensava che i concorsi fossero la migliore via per mettere in competizione le idee e premiare il merito, dando l'occasione ai giovani di affermarsi, ora non è più così. «Secondo le nostre stime per partecipare ad un concorso servono 500 ore di lavoro e avendo censito un centinaio di studi in tutt'Europa – spiega Silvia Forlati, architetto italiano classe 1970, ma partner dello studio viennese share arch, e promotrice dell'operazione Wonderland – abbiamo stimato che se va bene si riesce a realizzare un'opera su dieci tentate (questa stima non vale certo per l'Italia, ndr). Sicuramente bisogna potersi permettere di investire tante energie senza ritorno, in ogni caso pensare di sfondare attraverso i concorsi è un pensiero molto rischioso».

Chi è Silvia Forlati. Silvia Forlati si è laureata a Venezia nel 1996, è stata in Olanda al Berlage Institute e poi ha lavorato presso lo studio di Zaha Hadid a Londra e Singapore. Dal 2002 ha fondato il suo studio a Vienna. Forlati è una delle anime della piattaforma Wonderland che ha prodotto con Anne Isopp anche il volume «Wonderland, manuale per architetti emergenti» pubblicato nel 2011 da Springer.

Forlati è una degli architetti italiani all'estero che all'estero esercita la professione, è particolarmente impegnata sui progetti legati ai temi del sociale e alle residenze, ma che a partire da un progetto europeo ha organizzato una piattaforma di condivisione sui temi della professione.

Il Manuale. Il manuale è una sorta di road map che guida i giovani architetti ad individuare i temi sui quali investire e quelli su cui lavorare. Wonderland accende ad esempio un faro sul tema degli ‘errori', inevitabili per chi non sa come orientarsi nei primi cinque anni di lavoro. Il manuale Wonderland propone anche una panoramica delle istituzioni e delle organizzazioni che si occupano della professione. «Non abbiamo voluto occuparci dei classici temi che riguardano la teoria dell'architettura ma piuttosto interrogarci su come si fa la professione» spiega l'architetto Forlati.

Come si inizia l'attività professionale, gli errori come cartina di tornasole dell'inesperienza e come costruire il proprio profilo specializzandosi. Sono queste le principali questioni a cui Wonderland vuole tentare di dare risposte possibili. L'ha fatto un libro, con delle mostre e con workshop itineranti. Uno è in programma a Milano dal prossimo 8 maggio .

Sul tema l'Ordine di Milano ha elaborato anche un prodotto editoriale "Fare l'architetto nonostante tutto"

«Quando gli architetti escono dalle università pensano di aver imparato ad esercitare la professione ma presto ci si accorge che il mestiere classico dell'architetto non esiste più o solo a certe condizioni - dice chiaramente Silvia Forlati -. Aprire uno studio significa organizzare una ditta, fare l'imprenditore, occuparsi anche di marketing e di comunicazione, temi che l'accademia non vuole trattare».

«Perché non investire le ore che si perdono nella partecipazione ai tanti concorsi inutili in comunicazione?» È una domanda provocatoria quella che pone l'architetto Forlati ma che apre un tema particolarmente caldo per quei professionisti che devono decidere come impegnare le proprie risorse. «Il marketing è un aspetto che va considerato con serietà: ormai ci sono tanti studi e in tanti sono molto bravi; il fatto di essere bravi non è dà garanzia di sopravvivenza».

Wonderland non vuole dare una ricetta buona per tutti ma aprire questioni e tentare risposte possibili «poi ciascuno deve darsi la propria soluzione, capire quali sono i propri punti di forza e allineare le proprie strategie. Un esempio? Se sono un bravissimo designer ma non so mantenere le scadenze non andrò a cercare un cliente per cui il design gioca un ruolo marginale – dice Forlati – ma è invece importante rispettare le date e garantire il budget».

Società tra professionisti e specializzazione. Wonderland propone una riflessione sul tema dell'integrazione tra professionisti - sostenute anche dal Cnappc – osservando che i clienti chiedono sempre più spesso un prodotto integrato, per cui la specializzazione sembra essere l'unica via percorribile per i piccoli studi. «Come si evince anche da uno studio del Riba sul futuro degli architetti – spiega Forlati – i piccoli studi possono restare sul mercato solo se si mettono in rete con altri colleghi condividendo il loro know how specialistico. Solo se il piccolo studio contribuisce nel minimizzare i rischi, lavorando in partnership con altri, può reggere la competizione con i player globali che possono strappare prezzi più favorevoli».

Siti web di riferimento www.wonderland.cx e www.share-arch.com


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