Progettazione e Architettura

A Londra l'ospedale più alto al mondo cambia look in otto mesi

Paola Pierotti

Dopo oltre trent'anni di attività un grande ospedale di Londra, The Guy's & St Thomas' NHS, il più alto ospedale al mondo ospitato in due torri di 31 e 34 piani ha deciso di rinnovarsi. Nessun intervento di demolizione e ricostruzione e nessuna sospensione delle attività per un nosocomio che conta un flusso di 10mila pazienti al mese. In otto mesi di lavori e con 30milioni di sterline di investimento «l'ospedale londinese migliorerà le sue performance acustiche, termiche e di immagine senza che nessuno soffra e nemmeno se ne accorga» così Massimo Berti, ingegnere, project manager dell'azienda veneta Permasteelisa descrive in sintesi quello che sta succedendo a Londra, a pochi passi dal nuovo grattacielo The Shard, griffato Renzo Piano (e realizzato da Scheldebouw, brand olandese controllato al 100% dal Gruppo veneto).

Permaesteelisa è tra i protagonisti di questa operazione di ‘retrofitting' e ‘recladding' come dicono gli inglesi: rivestirà due torri che superano i 120 metri di altezza con 26.550 mila mq di nuove facciate. «Una prima volta per Permasteelisa in un cantiere in cui si deve lavorare solo esternamente, mantenendo in attività la struttura e limitando al minimo i disagi – spiega Berti -. Qui si lavora 24 ore su 24 e alcune operazioni vengono fatte appositamente la notte. Il cantiere ha richiesto un particolare impegno: sono state predisposte due piattaforme sopraelevate al nono e dodicesimo livello per lo scarico dei materiali e con dei ponti sollevatori issati sulla parete originaria in calcestruzzo si stanno istallando i pannelli della facciata».

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Il cantiere.
La maggiore criticità è costituita dalla logistica di cantiere «infatti in una delle due torri, caratterizzata dalla presenza di balconi in calcestruzzo lo spazio utile per operare è di soli 70 cm, mentre va leggermente meglio - spiegano da Permasteelisa - sulla torre più alta in cui si può sfruttare la larghezza del ponte sollevatore che è di circa 1,7 metri».

In previsione del restyling dell'ospedale la scelta della Fondazione (Guy's & St Thomas' NHS Foundation Trust) è stata quindi quella di intervenire sulla facciata per ridurre il consumo di energia, ottimizzare le performance e migliorare la qualità estetica. Il progetto è firmato dallo studio Penoy & Prasad, con un ricco curriculum nel settore ospedaliero, con gli ingegneri di Arup. Insieme con i progettisti Permasteelisa ha studiato le migliori soluzioni per l'involucro che oltre ad ottimizzare l'efficienza energetica, abbassando i costi di gestione, e aumentando l'isolamento acustico, determinante per migliorare le condizioni i degenza dei pazienti, restituirà un edificio con un nuovo profilo, al passo con i tanti interventi in corso nell'area di Southwark.

L'edificio si articola in due torri, separate, unite da una struttura di collegamento. La committenza aveva richiesto ai progettisti soluzioni efficaci per la struttura, per prevenire un ulteriore deterioramento del rivestimento in calcestruzzo realizzato a cavallo tra gli ani '60 e '70, per le finestrature e per l'energia consumata e richiesta per il mantenimento dell'ospedale. La soluzione? Meno di un anno di lavori per rendere la torre efficace e appetibile per i prossimi trent'anni. Un cappotto ad alta efficienza e innovazione che ha aumentato la cubatura dell'edificio esistente.

Il cantiere è in corso e l'opera sarà pronta entro il 2013: la struttura originaria in cemento armato sta per essere completamente rivestita con pannelli in alluminio anodizzato e vetrate trasparenti, con vetro-camera in PVB acustico e coating high performance. Con la nuova facciata, lavorando sui carichi di riscaldamento e raffreddamento, il consumo energetico verrà ridotto di circa il 18,5% con una riduzione di 9,4% di emissioni di CO2 (8000 tonnellate di CO2 in 30 anni).
«Non avevamo a disposizione disegni aggiornati dell'edificio – racconta Berti – abbiamo dovuto procedere con una serie di test per due, tre mesi, in modo tale da verificare lo stato di fatto e valutare come intervenire. In base allo stato del calcestruzzo per fissare adeguatamente la nuova facciata alla struttura esistente siamo intervenuti con tasselli meccanici e, dove non c'erano gli spessori, con tasselli chimici».

Il cantiere si caratterizza per la costruzione di opere temporanee e per le scelte logistiche dovute alla mancanza di spazi di stoccaggio e ridotti spazi di manovra per i mezzi.

Il nuovo ospedale londinese farà scuola: invece di svuotare una struttura e rischiare di lasciarla vuota e non utilizzata si è proposta una soluzione che valorizza il patrimonio integrando efficienza energetica e qualità estetica. Una lezione per le città consolidate come le grandi Londra o New York ma anche a scala inferiore per le tante città italiane che hanno bisogno di un rapido processo di manutenzione e ristrutturazione.

Il ritratto di Permasteelisa, quarant'anni di progettazione «chiavi in mano»


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