Progettazione e Architettura

Architetti, redditi giù del 30%: nel 2012 la media non supera i 20mila euro

Paola Pierotti

Più del 30% dei professionisti dichiara un reddito inferiore a 9mila euro e solo un quinto indica guadagni superiori ai 30mila euro

Crollo del volume d'affari per gli architetti: nel 2012 il reddito medio annuo è dell'ordine dei 20 mila euro, quindi oltre il 30% in meno rispetto al 2006. In altre parole, per gli architetti italiani, la combinazione di crisi economica e inversione del ciclo edilizio ha comportato la perdita di quasi un terzo del reddito professionale annuo. È questo uno dei numeri che saltano più agli occhi nel nuovo Rapporto annuale elaborato dal Cresme e dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Architetti.

Attualmente i dati più completi sulle dinamiche reddituali degli architetti provengono dall'ufficio studi della cassa previdenziale (Inarcassa) e questi dati si fermano al 2010, quando il reddito annuo medio degli iscritti si assestava, a valori correnti, intorno a 22.800 euro, ovvero circa 23.400 euro se rivalutati a prezzi 2012. Si può quindi affermare che tra 2006 e 2010 il calo reale (cioè al netto dell'inflazione) del reddito annuo medio degli architetti italiani sia stato dell'ordine del -19%.

Le tabelle che spiegano il trend dei redditi dei professionisti

Il Rapporto Cnappc-Cresme ricostruisce lo stato attuale della professione presentando delle analisi statistiche, attraverso lo studio dei redditi (Inarcassa e Agenzia delle entrate), delle statistiche universitarie (fonte Miur) e delle statistiche sull'occupazione dei neolaureati (Almalaurea).

Insolvenze e debiti. Nel Rapporto 2013 si legge che Il 37% degli architetti si attende forti flessioni del fatturato nel 2013 e per il 32% degli architetti l'insoluto raggiunge il 20% del volume d'affari annuo. In media i giorni necessari per ottenere un pagamento da parte della Pa sono arrivati nel 2012 a oltre 150 (erano 90 nel 2006) e per le imprese si è passati dai 78 giorni nel 2010 a 117 nel 2012.
Il 38% degli architetti ha debiti con banche, società finanziarie e fornitori e il 40% sta pensando di lavorare all'estero. Un bollettino di guerra quello che si delinea nella terza indagine congiunturale (2013) elaborata da Cnappc-Cremse sullo stato della professione in Italia.

Crollo dei numeri anche all'Università. Se una decina d'anni fa il florido mercato immobiliare aveva acceso un faro sulle opportunità legate all'architettura, la recessione degli ultimi anni ha affievolito anche i sogni dei giovani. Lo dimostrano i numeri: negli ultimi sei anni è crollato del 45% il numero delle immatricolazioni ai corsi di laurea in Architettura.

Il cuore del Rapporto Cnappc-Cresme è dedicato ai giovani, su cui si concentrano gran parte dei rischi: l'avvio dell'attività professionale è irto di ostacoli, si continua a registrare un forte divario retributivo tra chi entra nel mercato del lavoro e i meno giovani, si diffondono i contratti atipici ed è in crescita il fenomeno delle partite Iva "mono-committenti".


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