Progettazione e Architettura

Arriva REbuilding, il network di imprese per l'eco-edificio «chiavi in mano»

Mila Fiordalisi

Un unico punto di riferimento che offre know how tecnologico e servizi per la progettazione e il finanziamento di immobili a energia zero - Il modello è l'Habitat Lab di Corsico (Milano)


Entra nel vivo il progetto REbuilding network, la rete di imprese che punta a spingere la realizzazione in Italia di immobili ecosostenibili e ad elevato risparmio energetico e la riqualificazione dell'esistente in chiave «green», offrendo sul mercato un mix di competenze integrate a servizio della comunità dei progettisti e dei costruttori.
Ufficialmente costituita lo scorso 17 settembre, la «Rete» sta portando avanti una serie di progetti pilota. Ancora top secret location e committenti, ma è l'Habitat Lab di Corsico, alle porte di Milano, a rappresentare il biglietto da visita di un modello che fa leva sul concetto del «one-stop-shop», un unico punto di riferimento che si traduce, per i committenti - grandi imprese immobiliari, aziende e condomini - in immediata disponibilità di competenze progettuali, tecnologiche e finanziarie. Il tutto condito con un risparmio in termini di tempi e costi.

La rete nasce con tre obiettivi. Primo: riuscire a mettere a fattor comune know how e tecnologie gestite in modo sistemico per offrire risultati impareggiabili sul fronte del risparmio energetico. Secondo: riuscire a formare i progettisti e a diffondere la cultura del risparmio energetico. Terzo: dare lavoro sul territorio.
«In un momento critico, come quello attuale, diventa indispensabile mettere a fattor comune le competenze, da un lato per dare alle aziende operative nel mercato dell'edilizia la possibilità di trovare nuove opportunità di business e dall'altro ai committenti di ottenere risultati di qualità in termini di efficientamento energetico potendo contare su un progetto finanziario adatto alle specifiche esigenze», spiega a Progetti & Concorsi Alessandro Ponti, e Presidente di REbuilding Network e di Harley & Dikkinson, che insieme con Habitech, Riello, il gruppo Saint-Gobain Italia e Schneider Electric ha dato vita al «consorzio». Oltre a soluzioni e materiali, l'iniziativa permette infatti il rapido accesso anche ai finanziamenti, per agevolare la copertura degli investimenti e le certificazioni che attestano le prestazioni di efficienza energetica e sostenibilità.

In dettaglio, Harley&Dikkinson Finance è l'arranger tecnologico e finanziario, Habitech è un polo di eccellenza nazionale per l'innovazione e la sostenibilità in edilizia nonché fondatore del Green Building Council Italia (promotore dello standard di certificazione Leed), Riello è leader nella produzione di sistemi e tecnologie per il riscaldamento e la climatizzazione, Schneider Electric si occupa di gestione dell'energia e il gruppo Saint-Gobain, colosso mondiale dei sistemi per l'habitat, opera attraverso i brand Gyproc, Isover, Weber e Saint-Gobain Glass ossia offre soluzioni e sistemi sul fronte del risparmio energetico, del comfort termo-acustico e della sostenibilità ambientale. Ed è all'interno dell'area industriale di Saint-Gobain Abrasivi a Corsico (Mi) che è stato realizzato l'Habital Lab, divenuto il «modello» di REbuilding Network. In classe energetica A+ (consumi inferiori a 3kWh/mc), l'edificio da 700 mq (frutto di un'opera di riqualificazione di una struttura esistente a cui sono stati aggiunti 500 mq di nuova costruzione) è stato progettato e realizzato nel rispetto degli standard di certificazione Leed per garantire le massime prestazioni di sostenibilità.
«Sulla base di questo modello stiamo portando diversi progetti su tutto il territorio nazionale e sono oltre un centinaio le persone operative sul campo in questa prima fase del progetto che punta a far conoscere il network e ad avviare le commesse», sottolinea Ponti. «La nostra al momento in Italia è un'iniziativa unica nel suo genere considerando la qualità dei partner in campo, tutti leader nei rispettivi ambiti, e l'approccio nei confronti del mercato, che punta a venire incontro alle esigenze dei committenti». Il network è «aperto» all'ingresso di altri soci, «ma solo a patto che si tratti di soggetti in grado di apportare ulteriore valore aggiunto e ampliare quindi la qualità dell'offerta», conclude il presidente.


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