Progettazione e Architettura

Savoldi: «Il mercato ci chiede un nuovo ruolo, saremo tecnici intermedi
che parlano ai cittadini»

Alessia Tripodi

Il presidente del Consiglio nazionale dei geometri: «Nel nuovo Regolamento misure per favorire l'ingresso dei giovani nella professione già a 20 anni»

L'obiettivo è «creare una figura di tecnico intermedio che sia in grado di fare da raccordo tra il sapere accademico e le concrete esigenze della società civile».
Così il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Fausto Savoldi, sintetizza il profilo professionale disegnato dal nuovo Regolamento presentato al recente Congresso nazionale di Rimini (vedi articolo ). «Bisogna prendere atto dell'avvenuto cambiamento del mercato e lavorare in modo completamente nuovo – spiega il presidente – e questa situazione genera inevitabilmente delle resistenze tra i colleghi che, seppur comprensibili, non possono ostacolare ulteriormente il cambiamento di ruolo e funzioni».
Savoldi parla delle competenze e spiega che la bozza proposta al Congresso «rappresenta non un nuovo schema, ma una contestualizzazione e revisione delle funzioni che i geometri svolgono già, ma che non sono scritti nelle norme. Si tratta – continua – di una attualizzazione del Regolamento del 1929, realizzata attraverso l'inserimento di elementi che a tutti gli effetti esistono già sul mercato».

L'altra questione centrale – che ha creato due opposte fazioni nel congresso – riguarda l'accesso alla professione. Un dissenso che agita le polemiche tra i due "partiti" che a maggio prossimo saranno chiamati alle elezioni per il rinnovo dei vertici del Consiglio nazionale. «Sui contenuti della bozza non c'è ancora accordo unanime – spiega Savoldi – perché c'è chi vuole limitare l'iscrizione all'albo ai soli geometri laureati, ma io – aggiunge – sono convinto che sia più utile per i giovani entrare subito dopo l'istituto tecnico o tecnologico e poi eventualmente prendere la laurea, perché questo significa avere concrete possibilità di lavoro già a 20 anni».
D'altronde la storia più recente conferma, secondo Savoldi, la validità di questa tesi. «Il Dpr 328/2001 a suo tempo stabilì le classi di laurea che consentivano l'accesso all'esame di Stato per diventare geometri laureati – spiega – tutte più o meno orientate all'edilizia e all'urbanistica. Ma nessuno dei laureati in quelle materie ha deciso, a oggi, di accedere alla nostra professione. E tutti i professionisti con laurea che abbiamo oggi nell'Albo – conclude – non sono ex Dpr 328, ma hanno conseguito il titolo di studio mentre già lavoravano come geometri».


© RIPRODUZIONE RISERVATA