Progettazione e Architettura

Geometri: basta steccati, il futuro passa per la collaborazione con architetti e ingegneri

Alessia Tripodi

Il nuovo regolamento professionale al centro del Congresso dei 108mila tecnici italiani aperto oggi a Rimini

Nuove competenze, multidisciplinarietà e formazione continua. Per rispondere alle esigenze del mercato e formare tecnici capaci di «costruire il futuro». Con questi obiettivi si è aperto oggi a Rimini il congresso nazionale dei geometri e dei geometri laureati, che fino al 13 aprile riunirà oltre 1.500 professionisti da tutta Italia in rappresentanza dei 108mila geometri italiani per discutere del nuovo ruolo della professione e, soprattutto, per confrontarsi sulla bozza del nuovo Regolamento professionale che il Cng, il Consiglio nazionale di categoria, vuole portare all'attenzione della politica.

«La nostra proposta di riforma dell'attuale Regolamento, che risale al 1929 - ha detto il presidente Cng, Fausto Savoldi, aprendo i lavori del congresso alla presenza di rappresentanti istituzionali e del mondo professionale e scientifico - vuole definire un nuovo ruolo della professione del geometra attraverso un aggiornamento delle competenze tutto incentrato sulla tutela ambientale, regole certe per l'accesso alla professione e una nuova governance».

L'obiettivo è «creare una figura di tecnico intermedio in grado di trasferire le conoscenze accademiche ai cittadini» spiega Savoldi, aggiungendo che «sui contenuti della bozza non c'è ancora accordo unanime», soprattutto per quel che riguarda l'accesso alla professione: «C'è chi vuole limitare l'iscrizione all'albo ai soli laureati - dice - ma io sono convinto che sia più utile per i giovani entrare subito dopo l'istituto tecnologico e poi eventualmente prendere la laurea, perchè questo significa avere concrete possibilità di lavoro già a 20 anni».

In ogni caso, il «rinnovamento» della professione passa anche per l'integrazione «e la piena collaborazione con le altre figure tecniche, come ingegneri e architetti - aggiunge Savoldi - soprattutto nel settore edilizio, dove quasi più nessuno opera in completa autonomia». Approccio condiviso anche da Armando Zambrano, coordinatore del Pat, l'organismo che riunisce nove professioni tecniche e presidente del Cni (Consiglio nazionale ingegneri) che al congresso ha parlato di «fine della guerra sulle competenze tra geometri e ingegneri» e della necessità di «creare una casa comune dove tutti i tecnici trovano il loro ruolo nella collaborazione, per mettere le competenze al servizio del Paese».

Zambrano ha anche ribadito l'importanza delle nuove norme sulle Società tra professionisti (Stp) come strumento «per offrire opportunità di lavoro ai giovani» e Maria Elvira Calderone, presidente del Cup (Comitato unitario delle professioni), ha ricordato che «nonostante il contesto economico stagnante le iscrizioni alle libere professioni crescono e diventano sempre più giovani, con il 50% degli iscritti che è under 45» e dunque «è ora più che mai strategico vigilare sull'applicazione del decreto sulle Stp».


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