Progettazione e Architettura

Spazi 2.0, con le Linee guida Miur il progetto di qualità entra a scuola

Paola Pierotti

Niente aule o corridoi, gli istituti scolastici del futuro saranno realizzati sul modello degli ambienti on line - L'obiettivo è favorire la condivisione e aprire le strutture alla comunità locale

La scuola italiana di domani sarà senza aule e corridoi, uno spazio flessibile e polifunzionale dove si sovrapporranno relazioni, informazioni, componenti architettonici e materiali. Il modello di riferimento è quello degli ambienti «on line» in cui si praticherà una didattica coinvolgente, che non teme pareti trasparenti e favorisce la condivisione. Poter modificare lo spazio consentirà di aumentare il tempo di utilizzo della scuola; non solo, l'adattabilità degli spazi si estenderà anche all'esterno offrendosi alla comunità locale. Le nuove scuole saranno senza pareti, ospiteranno atelier attrezzati per la produzione di oggetti o per la sperimentazione, saranno motore del territorio in grado di valorizzare istanze sociali, formative e culturali.

Non è l'ennesimo sogno che richiama alla mente solo i modelli di successo già sperimentati in Paesi come Danimarca, Olanda o Svezia (vedi articolo ), ma una realtà descritta nelle nuove linee guida per la progettazione dell'edilizia scolastica presentate dal Miur la scorsa settimana. Queste norme tecniche quadro (clicca qui per scaricare il testo ) descrivono gli ambienti con i principi cui ispirarsi per la progettazione delle nuove scuole e a breve sarà presentato un allegato tecnico (su quest'ultimo si deve attendere la conclusione dell'esame da parte delle Infrastrutture).

Le scuole italiane fanno un passo avanti, grazie a queste linee di indirizzo ma anche al decreto ministeriale approvato prima di Pasqua, che dà il via alla procedura per la costruzione di nuove scuole mettendo a disposizione 38 milioni di euro.

Le linee guida del Miur sono una novità nel nostro Paese: semplici e chiare, puntuali nella definizione delle caratteristiche che dovrà avere un progetto di qualità. «Sebbene la concezione della nuova scuola come tessuto ambientale e per l'apprendimento implichi una naturale fluidificazione delle categorie degli spazi – si legge nel testo – affidando le qualità di uso di una scuola a prestazioni immateriali (acustica, climatizzazione, paesaggio cromatico e luminoso) e a componenti di arredo, si indicano comunque i requisiti degli spazi dividendoli in atrio, spogliatoi e servizi igienici, segreteria e ambienti insegnanti, piazza-agorà, cucina e mensa, sezioni, atelier, spazi per l'apprendimento informale, spazi per civic center».

Abbandonato il sistema aule-corridoi, si introducono spazi individuali e informali, atelier e spazi per lo sport. Nelle linee guida si danno precise indicazioni anche sugli aspetti urbanistici, sottolineando che le scuole devono essere ben collegate al trasporto pubblico e connesse tramite piste ciclabili e percorsi pedonali sicuri.

La scuola si fa a misura di bambino: i servizi igienici nelle scuole di infanzia andranno ad esempio concepiti come spazi di gioco e relazione, dove si parla e si gioca con l'acqua. Non deve mancare «la piazza» per tutte le funzioni pubbliche, le riunioni e le feste, luogo di distribuzione e relazione per eccellenza. Tra le indicazioni puntuali anche un'attenzione alla cucina per promuovere la cultura del cibo e favorire un'opportuna educazione alimentare per bambini e genitori.


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