Progettazione e Architettura

Segantini (C+S) e Troisi (MTaA): «Scuole, ok le linee guida. Ora investire sul progetto di qualità»

Paola Pierotti

Sotto la lente degli esperti le indicazioni per l'edilizia scolastica del ministero dell'Istruzione

Le norme tecniche del Miur per le scuole del futuro sono indicazioni qualitative, principi puntuali che raccontano come deve essere un progetto a scala urbana e architettonica, entrando nel dettaglio fino alla progettazione degli arredi. «Le linee guida sono un'operazione molto interessante – dice Antonio Troisi, architetto partner dello studio MTaA, progettista di un asilo a Ravenna insieme a Giancarlo De Carlo e di un'altra scuola in costruzione a Cesenatico – vengono introdotti temi che nei nostri progetti avevamo cercato di proporre con qualche difficoltà: avevamo provato ad abolire la suddivisione in classi ma il sistema didattico tradizionale non lo consentiva. Ancora, sarà possibile realizzare soppalchi per il riposo dei bambini e i servizi igienici saranno spazi per il gioco: aperture significative per i progettisti». Nelle nuove scuole i ragazzi si muoveranno tra gli spazi laboratorio e il teatro, integrano attività formative con altre informali «ma gli spazi non bastano: non bisogna dimenticare che serve un percorso innovativo sul fronte della gestione. Il processo deve nascere dalla didattica» precisa Troisi.

Sulla stessa linea anche un altro architetto, Alessandra Segantini, socia dello studio C+S che ha realizzato due scuole a Ponzano Veneto e Covolo di Pederobba e ne ha altre due in cantiere a Chiarano (Tv) e Fontaniva (Pd), una pubblica elementare e una privata. «Ottima la linea che promuove una scuola senza aule e l'introduzione del tema della piazza, ma non deve venire meno il valore istituzionale della scuola che è un luogo dove si deve anche imparare. Mi stupisce – commenta Segantini – si possano prevedere aule per 60 ragazzi. Bisogna lavorare sul concetto di scuola, magari guardando il metodo anglosassone che premia il merito e organizza in modo trasversale il percorso di studio dei ragazzi». La scuola raccontata nelle linee guida del Miur è una scuola senza carta. E per Segantini l'assenza di un'indicazione specifica sulla biblioteca e sul ruolo dei libri è una grave lacuna. «Il ruolo dell'architetto resta fondamentale – aggiunge Segantini – un "recipiente sensibile" com'è la scuola ha bisogno di un progetto, non si può pensare di affidare queste linee guida a un'impresa pensando di riuscire a procedere con un appalto integrato».


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