Progettazione e Architettura

Concorsi di progettazione, riparte il progetto di legge di «Edilizia e Territorio» sulla qualità architettonica

Giorgio Santilli

Il parlamentare Pd Ermete Realacci ripresenta nella nuova Camera il testo proposto con una raccolta di firme dal nostro settimanale: concorsi obbligatori per le opere urbane e per quelle con componente architettonica prevalente

Ermete Realacci, responsabile della green economy del Pd, ha ripresentato alla Camerala proposta di legge (C-64) elaborata e promossa con una raccolta di firme dal settimanale «Edilizia e Territorio» per favorire i concorsi di progettazione nelle opere pubbliche

In particolare, l'obbligo per le stazioni appaltanti (soprattutto i comuni) di bandire un concorso di idee, di architettura o di progettazione riguarda le opere urbane e quelle opere in cui la componente architettonica o di riqualificazione è prevalente (clicca qui per una sintesi dei contenuti ).

«La proposta - dice Realacci - vuole essere trasversale come già lo era stata nella scorsa legislatura ed è aperta al sostegno di tutte le forze politiche». Compreso il Movimento 5 Stelle, che alla difesa della qualità del territorio ha sempre detto di avere un'attenzione specifica.
Gli obiettivi principali della proposta di «Edilizia e Territorio» erano quattro: ridare centralità alla progettazione nello sviluppo e nella trasformazione del territorio rispetto all'appalto di costruzione oggi predominante; garantire trasparenza al percorso di selezione dei progetti riducendo le aree degli incarichi fiduciari e delle trattative private; favorire la partecipazione della cittadinanza nella scelta della soluzione progettuale relativa a un'infrastruttura o a un'opera urbana; fare largo anche ai giovani progettisti privilegiando la qualità dell'elaborato progettuale al curriculum del progettista.

La proposta elaborata dal settimanale del Sole 24 Ore aveva avuto il sostegno di centinaia di professionisti, oltre che del presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie. Era stata poi fatta propria alla Camera da un largo numero di parlamentari di tutti i gruppi politici, ma non era mai stata posta all'ordine del giorno delle commissioni Ambiente e Cultura, competenti per materia. In passato non poche resistenze erano venute dai Comuni, poco propensi ad accettare vincoli stringenti sulle procedure di selezione dei progettisti. La corsia preferenziale per il concorso di progettazione non era passata neanche per specifiche e importanti iniziative, come il «piano città» lanciato dal Governo Monti, che, per accelerare la partenza delle opere, aveva puntato più sui progetti esistenti, non di rado a scapito della qualità degli interventi.

La proposta sui concorsi appartiene a un tris di proposte fatte da «Edilizia e Territorio» per far rinascere il settore infrastrutturale e di riqualificazione urbana su basi di maggiore trasparenza, selezione, qualità, democrazia e partecipazione popolare. Le altre due sono quelle per l'introduzione del débat public, su cui una proposta era stata presentata dal governo Monti senza che le Camere avessero mai cominciato a esaminarla, e quella per un quadro certo di incentivi fiscali alla partecipazione dei capitali privati alle infrastrutture. Il débat public garantisce la partecipazione popolare alla scelta dei progetti infrastrutturali mentre la partecipazione privata dovrebbe avvenire sulla base di piani economico-finanziari di nuova generazione, orientati a verificare l'effettiva domanda per le infrastrutture progettate.


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