Progettazione e Architettura

Bologna cerca idee (gratis) per il centro. E l'Ordine invita i progettisti a non partecipare

Alessia Tripodi

Il "bando di idee" per riqualificare il centro storico del capoluogo emiliano non prevede premi - il presidente dell'Ordine Giannelli: «Assurdo, il lavoro va retribuito e così si sminuisce il valore del concorso»

Il Comune di Bologna lancia un concorso di idee per il nuovo centro storico, ma si «dimentica» del premio per il vincitore. E l'Ordine degli architetti del capoluogo emiliano invita i suoi iscritti a non partecipare.
Il bando «incriminato» (clicca per scaricare il testo ) è quello del concorso «Di nuovo in centro» organizzato dal Comune bolognese insieme con Urban Center e con l'Inu , l'Istituto nazionale di urbanistica, per la riqualificazione «dello spazio pubblico nel centro di Bologna in coerenza con il Piano della pedonalità promosso dall'Amministrazione nel dicembre 2011».
Una 'call for ideas' che scadrà il prossimo 30 aprile e che «premierà» i migliori progetti con occasioni di visibilità (esposizione alla 2° Biennale dello Spazio pubblico, all'Urban Promo 2013 e in una mostra all'Urban Center di Bologna creata appositamente per il concorso) e attività di «promozione dell'iter autorizzativo del progetto». Ma di soldi (o, almeno, di un rimborso spese) nemmeno l'ombra.

«Il lavoro va pagato e il fatto che si chiedano idee ai progettisti senza prevedere premi è assurdo dal punto vista deontologico - dice Pier Giorgio Giannelli, presidente dell'Ordine degli architetti di Bologna - e oltretutto sminuisce il ruolo del concorso, che rappresenta uno degli strumenti per incentivare il lavoro dei giovani e che, quindi, in un momento come questo, è più che mai strategico. Posso capire che per le amministrazioni questo sia un momento molto difficile - aggiunge - ma si poteva trovare uno sponsor disposto a investire 5mila euro per i premi».
Giannelli racconta che il Comune, prima della pubblicazione, aveva sottoposto il bando all'Ordine per eventuali osservazioni, ma la maggior parte dei 'consigli' non sono stati seguiti. «Oltre all'assenza di premi, all'Amministrazione avevamo contestato la previsione, contenuta nel bando, di un punteggio aggiuntivo per chi si fosse presentato già con un finanziatore e il numero troppo elevato di tavole da presentare. Ma solo quest'ultima osservazione è stata recepita - dice Giannelli - e le tavole sono state ridotte da 12 a 3».
Quindi «sul nostro sito internet abbiamo giudicato negativamente il concorso, attribuendo una sola stellina di valutazione - conclude il presidente - e speriamo che questo rappresenti un disincentivo a partecipare».

Contro il comune sono insorti anche i giovani professionisti bolognesi dell'associazione GarBo e quelli della rete nazionale GiArch, oltre a Mario Cucinella, che in un articolo sull'edizione locale del Corriere della Sera ha giudicato «inaccettabile» che «il lavoro dei giovani architetti per il Comune venga retribuito con un'ipotetica visibilità» e che «tale metodo sia utilizzato da un'amministrazione pubblica» che invece «dovrebbe essere la prima a creare meccanismi di correttezza e rispetto delle professioni in un contesto ormai alla deriva».


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