Progettazione e Architettura

New Generation, gli under36 fanno squadra e condividono metodo e network

Paola Pierotti

Contro la crisi, i giovani architetti fanno squadra con l'obiettivo di promuovere attività culturali, dibattiti, conferenze, magari qualche concorso. Parte dal basso la rivoluzione dei tanti progettisti frenati dalla concorrenza (non solo nazionale) e dall'assenza di opportunità. Si scambiano informazioni, condividono metodi alternativi, fanno scuola ai propri coetanei. È questa anche la mission di Itinerant Office, una piattaforma di ricerca con base in Spagna (ma fondata nel 2012 da un italiano, Gianpiero Venturini) che ha scelto la piazza di ExpoEdilizia (Roma, 21-24 marzo) per promuoversi.

New Generation. Venturini guida un ‘ufficio itinerante' avendo vissuto negli ultimi 8 anni in 8 città e il suo progetto si chiama «New Generation»: Venturini ha studiato la vita professionale di 36 studi (under36) presi a campione in 3 paesi (Italia, Spagna e Olanda), ha evidenziato le priorità, le richieste e le attitudini dei più giovani.

E per passare alla fase operativa, sta cercando di condividere alcune idee concrete che per questi studi sono stati il motore di avviamento dell'attività progettuale (c'è chi ha ottenuto finanziamenti pubblici e chi privati, chi ha investito sull'auto-candidatura presso i clienti, chi ha sfruttato gli spazi abbandonati della città ).

«Dai dati emersi dal progetto New Generation – spiega Venturini – si osserva un rinnovato interesse per il tema dello spazio pubblico e per la riconversione attraverso processi di partecipazione cittadina». I social network sembrano essere protagonisti positivi di un cambiamento che favorisce la costruzione di gruppi interdisciplinari e di collaborazione a distanza. «Oggi è sicuramente più facile accedere ad una serie di informazioni pubbliche che fino a pochi anni fa erano inaccessibili – dice Venturini -. Sono più facili anche le relazioni con i clienti che si possono anche non conosce direttamente».

Rispetto agli architetti più strutturati, la giovane generazione sta prendendo consapevolezza del cambiamento del ruolo del progettista: «si sta favorendo una democratizzazione del processo progettuale, organizzato attorno ad una struttura orizzontale basata sul confronto con attori in grado di apportare qualcosa di nuovo al progetto. L'architetto si converte in un coordinatore del gruppo – spiega l'architetto Venturini - che deve essere in grado di organizzare il progetto tenendo in considerazione le conoscenze di altri esperti».

Dieci azioni concrete che hanno fatto fare il salto ad altrettanti studi emergenti in Europa.


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