Progettazione e Architettura

La giuria: Toyo Ito, «creatore di edifici senza tempo» e con una «dimensione spirituale»

Paola Pierotti

Toyo Ito, architetto giapponese, 71 anni, ha vinto il Pritzker Prize 2013. A lui il premio che ogni anno viene affidato dalla Hyatt Foundation ad un architetto vivente che con le sue opere combina qualità, visione e impegno, contribuendo a realizzare opere significative per l'umanità e l'ambiente.

In più di quarant'anni di attività professionale Toyo Ito ha realizzato biblioteche, case, parchi, teatri, negozi, edifici per uffici e padiglioni espositivi, cercando di sperimentare sulle possibilità dell'architettura. La giuria del premio ha giustificato la scelta precisando la qualità del lavoro della star giapponese «che ha saputo individuare e valorizzare le opportunità che si trovavano in ogni committente e in ciascun luogo».

Toyo Ito ha iniziato a lavorare nel 1965, nel 1971 ha fondato il proprio studio (Urban Robot) che nel 1979 ha preso il nome di Toyo Ito & Associates. Toyo Ito ha ricevuto numerosi premi nel corso della sua carriera, compreso il Leone d'oro della Biennale di Venezia.

La giuria del premio Pritzker ha sottolineato anche che Ito è stato un «creatore di edifici senza tempo, riuscendo ad infondere una particolare dimensione spirituale». Toyo Ito ha progettando Omotesando per Tod's a Tokyo, dove la pelle funge da struttura; ha realizzato la Mediateca di Sendai studiando dei tubi strutturali che hanno permesso di inventare nuove qualità spaziali negli interni; nel 2011 ha costruito in Giappone a Imabari, su una collina, affacciato sull'acqua un Museo dell'architettura.

«L'architettura è soggetta a tantissimi vincoli sociali. Se fossi stato più libero da tante restrizioni avrei potuto realizzare altri progetti che ho disegnato nella mia mente». Così Toyo Ito ha commentato il suo impegno professionale, in occasione dell'assegnazione del premio. «In ogni caso, ogni volta che mi sono trovato a terminare un edificio mi sono sentito dolorosamente consapevole della mia inadeguatezza, sensazione che ho convertito ogni volta in energia da investire nel progetto successivo». In questo senso «non potrò mai dare senso compiuto al mio stile architettonico, né essere pienamente soddisfatto con le mie opere».

Toyo Ito si è distinto nel panorama internazionale per il suo interesse per la sperimentazione tecnologica e per la ricerca sulla relazione tra struttura e pelle dell'edificio, con una particolare attenzione alla natura, alle sue forme e alle sue dinamiche. Ha realizzato uno stadio solare a Taiwan, una struttura coperta da 8mila pannelli che ha bisogno solo di sei minuti di esposizione al sole per alimentarsi di energia necessaria alla sua "accensione". Nella mediateca di Sendai ha creato un complesso culturale che mescola diverse tipologie di programmi e di fruitori, dai bambini agli anziani, avendo studiato un particolare sistema strutturale con 13 elementi verticali che garantisce anche una circolazione libera dell'aria e della luce. A Venezia, alla Biennale di Architettura 2012 ha partecipato come curatore del padiglione giapponese esponendo un lavoro di ricerca e progettazione fatto dopo l'emergenza tsunami (Home for all).


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