Progettazione e Architettura

Dopo i 16 concorsi parte la fase II: ad aprile 6,3 milioni per appaltare le opere entro l'anno

Massimo Frontera

Dopo aver concluso la fase dei concorsi di progettazione, per i 16 dei 19 comuni dell'Emilia Romagna che si erano aggiudicati i fondi regionali per allestire le gare è arrivato il momento di passare dalla carta al cantiere.

Anche in questa fase la Regione vuole continuare il sostegno agli Enti locali, anche se ora il finanziamento non è più totale. La Regione ha sostenuto - con un milione di euro - l'intero costo del concorso. Ora - per mandare in gara gli appalti - mette sul piatto 6,3 milioni «con un limite indicativo di 500mila euro di tetto massimo di finanziamento».

La novità è stata comunicata agli enti locali interessati da Sabrina Freda, l'assessore regionale all'Ambiente e alla riqualificazione urbana che è stata anche il promotore del bando a sostegno dei concorsi di architettura. Nell'arco dello scorso anno, tutti i comuni hanno selezionato e acquisito i progetti. (Tutti tranne tre comuni - Nonantola, Pieve di Cento e Medolla - colpiti dal sisma dello scorso maggio, che hanno ottenuto una proroga fino al prossimo 30 giugno per completare le procedure di concorso.)

Ora, appunto la Regione riprende le fila dell'iniziativa per dare attuazione alle opere. Incontrando i 16 sindaci l'assessore Freda ha voluto delineare «piani di attuazione dei progetti per stralci funzionali autonomi, in maniera tale da tracciare cronoprogrammi attendibili e piani finanziari sostenibili», precisa la Regione.

«È ferma intenzione della Regione - si legge nel comunicato della Regione - chiudere entro il mese di aprile una procedura negoziata di assegnazione dei fondi che consenta a ciascuna amministrazione di inserire nel proprio bilancio la somma necessaria a coprire, in cofinanziamento, il costo delle opere da appaltare entro l'anno in corso».

«Dobbiamo fare in modo che i progetti selezionati dai concorsi di architettura non restino sogni nel cassetto, ma vengano realizzati - ha detto l'assessore Freda - . Il concorso non deve rivelarsi, come troppo spesso è accaduto, solo tempo perso, ma dev'essere lo strumento per fare emergere il merito e le professionalità in grado di incrementare la qualità urbana delle nostre città. Con il concorso la Regione ha voluto dunque rilanciare una politica di interventi di qualità, nel sistema delle aree urbane, in cui al tema della riqualificazione fisica si aggiungono gli obiettivi della coesione sociale e della sostenibilità ambientale, nel perseguire un'alternativa necessaria all'espansione degli insediamenti nel territorio e al conseguente consumo di suolo. Attraverso lo strumento del concorso, si è inteso promuovere il confronto di idee e la partecipazione dei cittadini su tematiche in cui l'aspirazione alla "bellezza" si salda con il quotidiano e il locale: migliorare la qualità dei nostri spazi pubblici, attraverso interventi pensati e progettati in modo coordinato, significa creare luoghi attrattivi, sicuri e accessibili di cui ognuno si riconosce abitante, in quanto parte di una comunità».

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