Progettazione e Architettura

Sovrintendenze, il caso del Friuli: dalle bocciature alla denuncia Ance

Alessia Tripodi

Mancata autorizzazione per il 70% dei progetti presentati - Dai costruttori un esposto per «danno erariale»

Sei diversi Sovrintendenti in sei anni. Fino ad arrivare al maggio scorso, quando in Friuli Venezia Giulia si è insediata l'attuale responsabile, Maria Giulia Picchione. Che, secondo indiscrezioni, già il primo giorno di lavoro avrebbe chiesto il trasferimento ad altra sede. Per poi arrivare a bloccare il 70% delle domande di autorizzazione presentate negli ultimi mesi, secondo quanto denunciato nei nelle scorse settimane dall'Ance Friuli (e anticipato da «Edilizia e Territorio» n. 2-3 del 21-26 gennaio 2013), che ha annunciato un esposto alla Corte dei conti per «danno erariale». Il blocco dei progetti avrebbe infatti fermato lavori per 500 milioni, con rischio di cassa integrazione per 5mila operai e un conseguente danno da mancati introiti per lo Stato.

Secondo i calcoli dei costruttori, dal maggio del 2012 solamente il 32,7% delle 437 pratiche «promosse» dalla Commissione paesaggistica del comune di Trieste ha incassato l'ok della Soprintendenza. E anche le «promozioni» contenevano prescrizioni molto rigorose, quasi impossibili da mettere in pratica.
Una situazione che ha scatenato una serie di ricorsi al Tar, finora tutti vinti dai ricorrenti. E il direttore regionale ai Beni culturali del Friuli, Giangiacomo Martines, ha annunciato «un'approfondita indagine per capire cosa sia accaduto in questi ultimi sei mesi»


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