Progettazione e Architettura

Cozzolino (Napoli): «Il vincolo è un plusvalore, non un incidente di percorso»

Alessia Tripodi

Il Sovrintendente ai Beni culturali del capoluogo campano: «La progettazione è carente, bisogna recuperare la cultura del progetto»

Il vincolo è un plusvalore, non un ostacolo, ma spesso dai progettisti è considerato un semplice incidente di percorso». Secondo l'architetto Giorgio Cozzolino, da settembre scorso soprintendente ai Beni architettonici di Napoli e provincia (e prima alla soprintendenza di Ancona) Giorgio Cozzolino, gli ostacoli allo sviluppo del progetto arrivano spesso proprio dalla «carenza progettuale». «L'insufficiente cultura del progetto dal punto di vista del vincolo – dice Cozzolino – fa sì che il vincolo viene considerato un ostacolo e non un valore aggiunto. Chi progetta tende soprattutto ad accontentare la committenza – aggiunge il soprintendente – e considera il vincolo paesaggistico o storico un ostacolo e non un'opportunità di tutela del territorio che può aggiungere valore all'opera». E «dall'entrata in vigore dell'art. 146 del Codice dei Beni culturali che ha reso il nostro parere vincolante – sottolinea l'architetto – c'è stato un forte aumento dei pareri negativi e dunque la questione è diventata strategica».

«Recuperare la cultura del progetto», dunque, rappresenta secondo Cozzolino una delle soluzioni per rendere più semplici gli iter e alleggerire il rapporto tra imprese, progettisti e amministrazioni. E per favorire uno sviluppo del territorio più «sostenibile»: «Se c'è la crisi ciò non significa che dobbiamo favorire l'edilizia e l'architettura a discapito della qualità del paesaggio» dice Cozzolino, spiegando che «imprese di costruzioni e progettisti dovrebbero concentrarsi più sulla riqualificazione dell'esistente che non sulle aree libere». L'esperienza di Cozzolino – responsabile prima nelle Marche e poi Napoli – permette di raccontare due realtà molto diverse tra loro.
«Napoli è la città con più vincoli d'Italia e quindi con il potenziale maggior livello di abusivismo nel Paese – spiega il soprintendente – ma la percentuale di progetti bloccati per mancato rispetto dei vincoli non è certamente al livello di quella del Friuli Venezia Giulia e si aggira tra il 20 e il 30 per cento. Ma abbiamo – continua Cozzolino – un livello di contenzioso altissimo, perché nessuno ormai si tiene più un parere negativo, e la situazione è in generale molto difficile, perché la capacità di controllo del territorio da parte degli enti locali è decisamente problematica». Ben diversa appare, invece, la realtà delle Marche, che «presenta problemi di salvaguardia del paesaggio legati all'installazione di impianti fotovoltaici e centrali eoliche – continua Cozzolino – e all'elevato consumo della costa». Ma qui «c'è una maggiore compenetrazione tra imprese, enti locali e Pa, che sono abituate a operare in una logica di network».


© RIPRODUZIONE RISERVATA