Progettazione e Architettura

Bonomi (Calabria): «Analisi preventive accurate per evitare lo stop ai cantieri»

Alessia Tripodi

La Soprintendente ai Beni archeologici: «Ingiusto che sulle imprese gravino gli oneri dell'archeologia preventiva»

«Per principio non blocco i progetti. Se ci sono problemi si cerca di mediare, ma sempre con l'obiettivo di arrivare a una soluzione». Simonetta Bonomi, dal 2009 Soprintendente ai beni archeologici della Calabria, descrive un rapporto «dialettico, ma equilibrato» con gli enti locali e i progettisti.
Tanto che, secondo quanto riferisce la responsabile, i controlli di gestione sull'attività degli uffici realizzati con cadenza trimestrale rivelano che «tanti progetti entrano, tanti escono» e che le situazioni di «paralisi» sono «assai rare». «Il nostro interesse è nel sottosuolo – spiega Bonomi – e quindi quando riceviamo pratiche che non sono accettabili, come, per esempio, richieste di sanatorie in aree vincolate, procediamo subito con il "no", proprio per evitare inutili rallentamenti».

In generale, racconta la soprintendente «il blocco in fase di progetto è difficile, al limite ci possono essere problemi di soldi, mentre è più facile che le difficoltà emergano in fase di cantiere, soprattutto perché – continua – in caso di costruzione di nuove opere pubbliche spesso viene disatteso l'obbligo di scavi per l'archeologia preventiva e si rischia, dunque, di doversi confrontare con un ritrovamento archeologico con il cantiere in corso». Proprio le ispezioni necessarie per l'archeologia preventiva rappresentano, secondo la soprintendente, uno dei fattori che mettono più a rischio la realizzazione di un progetto. «L'archeologia preventiva per le opere pubbliche è protocollata – spiega – ma se chi progetta non segue correttamente la prassi, una volta che la valutazione arriva nelle nostre mani si rischia il blocco del cantiere. Anche perché quando ci sono ritrovamenti – aggiunge – i progettisti sono sempre molto restii a modificare il progetto, perché ciò significa lavori in più e, quindi, costi aggiuntivi». Bonomi racconta il caso della nuova scuola a Crotone, un progetto voluto dalla Provincia, partito nel 2011 e non ancora concluso. «Le prospezioni geofisiche erano state fatte male – sottolinea – e lo scavo ha portato alla luce importanti resti e a quel punto la Provincia non ne voleva più sapere di continuare il lavoro».
Solo con «una faticosa opera di mediazione, che ha richiesto anche l'intervento della prefettura – spiega – siamo giunti a un accordo: il progetto sarà modificato grazie a fondi messi in campo dalla Regione e la scuola verrà realizzata tenendo a vista l'area archeologica, che sarà gestita direttamente dai ragazzi».


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