Progettazione e Architettura

Il degrado chiama degrado: il Foro Italico di Palermo sette anni dopo

Paola Pierotti

Il Foro Italico di Palermo è un «mare verde», un progetto di design e di paesaggio realizzato dallo studio di Italo Rota nel 2006, tra il quartiere della Kalsa con Palazzo Forcella De Seta, e il mare. Uno spazio urbano utilizzato in questi anni per lo sport, il tempo libero, per le fotografie di matrimonio: un prato che si estende per un perimetro di circa un chilometro e mezzo, un progetto che ha riconsegnato il mare alla città.

Un ampio parco verde con panchine rivestite in ceramica affacciate sul lungomare e pavimentazioni colorate. Un progetto light affidato dal Comune con un incarico sottosoglia: un modello replicabile in tante altre realtà urbane, peccato che dal giorno della consegna dell'opera al Foro Italico non si sia mai intervenuti con necessarie azioni di manutenzione (come previsto). Lo spazio è caratterizzato ad esempio dalla presenza di birilli-dissuasori, denominati «Principesse», quasi tutti rovinati e molti abbattuti, nonostante in fase di cantiere ne fossero stati realizzati alcuni (nei laboratori di Nino Parruca, investendo sulla principale risorsa dell'artigianato siciliano) da tenere in magazzino per eventuali sostituzioni. Mancano «le Lune» che dovevano illuminare l'area, sono rovinate le pavimentazioni e gli apparecchi di illuminazione a terra sono quasi tutti rotti lasciando il posto alla vegetazione spontanea (si veda la fotogallery con l'opera appena ultimata e com'è ora )

Il Foro Italico di Rota è il secondo progetto in quest'area che per anni è stata occupata da un parco divertimenti, per poi essere abbandonata. Il progetto ha ridato alla città un luogo per tutti, purtroppo però è stato abbandonato a se stesso.


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