Progettazione e Architettura

Ai Saloni 2013 di Milano arriva «l'ufficio da abitare» firmato Jean Nouvel

Alessia Tripodi

Un «progetto di libertà» per spazi che incarnano il «piacere di vivere» in un luogo di lavoro - L'archistar francese alla Fiera di Milano Rho in programma dal 9 al 14 aprile

Un «progetto di libertà» per «opporre alla segregazione urbana e allo zoning altri luoghi per lavorare». Con queste parole l'architetto francese Jean Nouvel descrive il suo «Progetto: ufficio da abitare», che sarà presentato in anteprima al S alone internazionale del Mobile in programma dal 9 al 14 aprile alla Fiera di Milano Rho.
Il progetto dedicato ai Saloni 2013 (commissionato all'illustre designer da Cosmit) nasce con l'obiettivo di interpretare le profonde trasformazioni che hanno contraddistinto, negli ultimi anni, il mondo dello spazio da abitare e dello spazio di lavoro. In un'area speciale all'interno del padiglione 24 Nouvel esplorerà le possibilità attuali del costruito attraverso i principi liberatori del «rifiuto di spazi clonati, chiusi e ripetitivi» e suggerendo alle aziende espositrici nuove formule di aggregazione per affrontare il mercato.
«Tra 30 o 40 anni saremo stupiti di constatare quali condizioni invivibili propongono la maggior
parte degli uffici di oggi». dichiara Jean Nouvel. «Cloni caricaturali, standardizzazione, totalitarismo, non potranno mai suggerire il minimo piacere di vivere in un ufficio».
L'idea è quella di sviluppare la «nozione del piacere di vivere» in un luogo di lavoro attraverso la ricerca di nuovi materiali e tecnologie per aumentare il comfort, così da abitare gli uffici come si abita la proproa casa e la città.

«Progetto: ufficio da abitare» presenta alcune situazioni di lavoro in contrasto con la segregazione urbana e la clonazione funzionale. Il ruolo dell'architetto – usando le parole di Jean Nouvel – è quello di interpretare le mutazioni tecniche, culturali e sociali contemporanee e proporre un linguaggio poetico.
Al centro di SaloneUfficio un monolito, tanto misterioso quanto invitante con i suoi quattro video-ritratti dove un regista, un filosofo, un artista e uno scrittore esprimono i loro interrogativi e punti
di vista sul mondo del lavoro.
L'evento prosegue con un percorso libero dove scoprire cinque inedite situazioni di lavoro
che evidenziano come il modo di lavorare di oggi sia già superato.
La prima «scena» è un appartamento classico ristrutturato interamente come luogo di lavoro, la seconda ambientazione, invece, è una serie di uffici contigui disposti in maniera razionale e strutturata, ma caratterizzati da un razionalismo generoso. A seguire, le potenzialità di un capannone, riconvertito in ufficio, per ottimizzarne il potenziale spaziale e l'ultimo scenario, che con piani e scaffali da accatastare e impilare rappresenta l'eterogeneità.

L'evento prevede anche una piccola antologia di arredi e architetture di grandi architetti per un rendere omaggio ai maestri di Jean Nouvel, e una vip lounge dove sono stati invitati quattro importanti designer, amici dell'architetto: Ron Arad, Michele De Lucchi, Marc Newson e Philippe Starck.


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