Progettazione e Architettura

Se la maceria è una risorsa per il progetto: con il riuso il cemento rinasce a nuova vita

Paola Pierotti

Costanza Pera (Lavori Pubblici): «In Italia la produzione di rifiuti da demolizione supera quella dei rifiuti solidi urbani, bisogna ripartire dal cemento e dalla sostenibilità delle costruzioni» - Il progetto diventa volano della rigenerazione edilizia

«Ridurre, riusare e riciclare» è la filosofia che guida tecnici, aziende e imprese che si occupano di cemento. «Ripartire dal cemento» è l'appello di Costanza Pera, architetto, direttore generale delle politiche abitative del ministero dei Lavori pubblici, lanciato dopo il terremoto de L'Aquila quando ci si è posti il problema di smaltire i prodotti dell'edilizia e di pensare a un ciclo sostenibile delle costruzioni. «Problema serio – ha detto – che ha svelato di fatto l'assoluta carenza legislativa e procedurale che avvolge l'argomento. Se da un lato – ha spiegato l'architetto – da pochi anni si è iniziato a ragionare sulla differenziazione e il riciclo dei rifiuti solidi urbani, non è mai emerso un dato agghiacciante: la produzione dei rifiuti solidi urbani da demolizione in Italia supera di gran lunga quella dei primi». Il dato relativo al 2006 indica che la produzione è stata stimata in 52,4 milioni di tonnellate (0,87 t pro capite per anno, quantità superiore alla produzione di rifiuti solidi urbani). Inoltre «gli studi condotti dal ministero delle Infrastrutture – ha aggiunto Pera – hanno messo in evidenza che l'Italia è in collisione con la direttiva Ce 98/2008 e il Dlgs 152/2006, che stabiliscono che entro il 2020 il 70% degli inerti da demolizione debbano essere riciclati».

Quello del riciclo nei processi di rigenerazione edilizia è un tema complesso e tutto da affrontare, che apre vie interessanti per il processo e per il progetto di architettura. Se oggi la questione si risolve con il semplice trasporto in discarica, con tutti gli oneri economici ambientali e sociali che ne conseguono, «in Francia – aggiunge l'architetto – non si inizia mai un cantiere senza aver predisposto particolari cassoni per la raccolta differenziata di plastica, legno, ferro, cemento, asfalto, che vengono venduti ad aziende del settore». E i materiali iniziano una nuova vita.

Il recupero differenziato è uno strumento di governo del territorio che dovrebbe diventare una priorità per le istituzioni, ma che può aprire anche delle strade per tutta la filiera. L'Europa recupera in media il 50% dei rifiuti da costruzione e demolizione e l'Italia, unica con Bulgaria e Svezia, lo 0 per cento. Se la maceria è una risorsa, è necessario invertire la rotta e serve un impegno a 360 gradi: dalla codificazione della disciplina, alla progettazione, alla ricerca sui materiali e sulle loro potenzialità.
Tre le principali linee d'azione: limitare la quantità di materie prime; rifunzionalizzare e riconfigurare i manufatti esistenti; riciclare materiali e pezzi di città. E i buoni esempi sono già realtà: per la costruzione del nuovo Stadio delle Alpi di Torino, per esempio, sono state usate 50mila tonnellate di cemento armato proveniente dalla demolizione delle vecchie gradinate. E ancora, a Zurigo lo studio Althammer-Hochuli ha riconvertito una vecchia fabbrica della birra in una Spa con hotel e spazi commerciali (Therlambald).


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