Progettazione e Architettura

Sicurezza del territorio, green economy e open data: dagli ingegneri tre proposte al Governo che verrà

Alessia Tripodi

Un piano nazionale per la sicurezza del territorio, incentivi alla green economy e open data per l'innovazione della Pa. Sono le tre proposte per il rilancio dell'economia presentate dagli ingegneri italiani al Governo che verrà: una vera e propria «agenda programmatica» che i professionisti del Cni (Consiglio nazionale ingegneri) hanno lanciato oggi a Roma, nel corso di un evento al quale hanno partecipato rappresentanti di tutte le forze politiche. «Sono idee per sbloccare investimenti, aumentare l'efficienza delle opere pubbliche, garantire la sicurezza dei cittadini, semplificare norme e procedure» ha detto il presidente Cni Armando Zambrano, sottolineando che «noi ingegneri, insieme con altre professioni tecniche, siamo quasi in 700mila e vogliamo essere protagonisti del cambiamento nel Paese» (scarica la relazione integrale ).

La strategia degli ingegneri parte dalla messa in sicurezza del territorio contro il rischio sismico e idrogeologico: secondo i dati Cni, negli ultimi 40 anni i danni provocati da terremoti ammontano a 147 miliardi di euro e ora serve intervenire su 12 milioni di immobili, mettendo in campo risorse complessive per circa 93 miliardi (5, 5 subito per le aree di zona 1). Un obiettivo che per gli ingegneri può essere raggiunto attraverso misure di defiscalizzazione degli interventi di ristrutturazione «in grado di riattivare investimenti in tutta la filiera delle costruzioni», ma anche prevedendo l'obbligo di certificazione sismica nella compravendita di immobili (così come già accade per la certificazione energetica). E per le zone ad alto rischio sismico «è necessario – aggiunge il vicepresidente Cni, Fabio Bonfà – reperire risorse al di fuori del Patto di stabilità».

L'altro fronte sui cui puntare è la green economy, rifinanziando i crediti d'imposta e gli incentivi per le imprese di questo settore che, secondo le stime degli ingegneri, varrà nei prossimi 5 anni quasi 800mila nuovi posti di lavoro. E per il Cni le risorse per rilanciare gli investimenti esistono già: l'equivalente dei contributi pubblici alle imprese e stimati dalla Commissione Giavazzi ammontano a 10 miliardi di euro, ma l'assegnazione di questi fondi, spiegano gli ingegneri, avviene attraverso «una pletora di provvedimenti» e pratiche che «favoriscono lobby e comportamenti opachi».

La terza proposta è quella di puntare sugli open data, sfruttando le nuove tecnologie per aprire la Pa ai cittadini con vantaggi in termini di semplificazione, trasparenza ed efficienza: secondo la Commissione Ue l'impatto sui dati pubblici, tra effetti diretti e indiretti, è pari a 140 miliardi l'anno nell'Unione e 17 miliardi in Italia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA