Progettazione e Architettura

Con qualche ritocco al progetto, Venezia dà il via libera al Fondaco di Koolhaas

Paola Pierotti

Rem Koolhaas sale sul red carpet della Laguna. A pochi giorni dalla nomina come direttore della prossima Biennale di Venezia (Koolhaas incontrerà ufficialmente i giornalisti il prossimo venerdì 25 gennaio) è arrivato anche il via libera per il suo progetto per il Fondaco dei Tedeschi.

Riparte ora infatti con la procedura del permesso di costruire in deroga (per motivi di interesse generale) il percorso di riqualificazione dell'ex palazzo delle Poste ai piedi del Ponte di Rialto. Dopo tante polemiche e una brusca interruzione a fine 2011 dell'iter burocratico, il progetto sviluppato dal Gruppo Benetton riprende il via.

«Il percorso era stato interrotto quando l'Amministrazione aveva predisposto una delibera convenendo sul fatto che le Soprintendenze, quella di Venezia e quella regionale, dovessero esprimersi nel merito del progetto, per la parte monumentale e per quella paesaggistica» spiega Ezio Micelli, assessore all'Urbanistica del Comune di Venezia.

A fine dicembre è arrivato il nulla osta per la parte monumentale e l'11 gennaio è arrivato un parere paesaggistico positivo. Via libera reso possibile dopo mesi di lavoro sul progetto e significativi riaggiustamenti. Due le variazioni sostanziali: non ci sarà più la terrazza-vasca, che si doveva realizzare scavando la falda sul lato del Canal Grande, ma è prevista un'altana leggera sulla falda retrostante. E le scale mobili rosse, che tanto hanno fatto discutere, sono state spostate all'interno del corpo di fabbrica e non occuperanno più il corpo centrale dell'edificio.

«Grazie ad una recente legge regionale che liberalizza l'attività commerciale nei centri storici si è potuto semplificare l'iter amministrativo sul fronte delle funzioni – dice Micelli – che saranno sostanzialmente commerciali». Benetton riuscirà a realizzare quindi una grande struttura di vendita ai piedi del Ponte di Rialto e in cambio il Comune ha chiesto di poter avere l'uso pubblico della balaustra, della corte interna e dei passaggi (ci sarà una convenzione che disciplinerà gli obblighi tra pubblico e privato).

Ancora, dal momento che il permesso di costruire in deroga rimuove lo standard (l'immobile era delle Poste italiane e si è consentita l'aggiunta di un piano intermedio), in virtù di questa variante il Comune ha richiesto un prelievo del plus valore di 6 milioni di euro (qui l'articolo sulla prima intesa Benetton-Comune di Venezia ).


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