Progettazione e Architettura

Aperti gli Archivi di Fuksas. Un luogo della memoria e della cultura nella periferia di Parigi

Paola Pierotti

Un luogo della cultura e della memoria nella periferia di Parigi. Sono stati aperti al pubblico oggi per la prima volta gli Archivi Nazionali di Parigi firmati Doriana e Massimiliano Fuksas.

Realizzati a Pierrefitte, nella banlieue nord della capitale francese, gli Archivi sono un edificio pubblico voluto e finanziato da Jacques Chirac per rianimare una periferia conosciuta soprattutto per temi legati all'immigrazione e alla disoccupazione. Un'opera nata con un concorso nel 2005 costata 195 milioni di euro. I lavori sono partiti sotto la guida di Nicolas Sarkozy e sarà il nuovo presidente, Francois Hollande, a inaugurare ufficialmente l'opera la prossima primavera.

Un edificio per la cultura che si compone di due corpi principali, diversi tra loro ma comunicanti al piano terra. Uno che si sviluppa orizzontalmente, «sospeso, leggero, trasparente» e l'altro con una tensione in altezza, «ancorato al terreno, imponente, riflettente» come lo descrivono dallo studio romano.

Il primo è proteso verso la città e si compone di volumi a sbalzo definiti «satelliti» che ospitano gli uffici, la sala conferenze e la sala espositiva. Le facciate sono in gran parte vetrate: la pelle che riveste questi volumi è quindi leggera e trasparente e i volumi, di diverse proporzioni, sembrano sospesi su delle superfici d'acqua. L'edificio che ospita gli Archivi invece è un imponente monolite pensato come luogo dedicato alla memoria e alla ricerca, ospita i documenti d'archivio e la sala di lettura. Le facciate del monolite sono rivestite da una pelle di alluminio che percorre tutto il volume, fatta eccezione per alcune inserzioni vetrate che consentono l'apporto di luce naturale nella sala di lettura e nel percorso d'ingresso.


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