Progettazione e Architettura

Contro la crisi l'appello di 650mila professionisti al Governo: «Sbloccare subito le norme sulle Spa professionali»

Giuseppe Latour

Il documento diffuso oggi dal Consiglio nazionale degli architetti e ingegneri porta anche le firme di chimici, dottori agronomi e forestali, geologi. La richiesta: «Non aspettare le prossime elezioni» per tirare fuori dal cassetto il Dpr che rende possibile la costituzione di società tra professionisti

Gli attacchi isolati diventano un vero e proprio pressing. Così gli ordini dell'area tecnica si radunano e inviano un appello collettivo all'esecutivo, che coinvolge direttamente quasi 650mila iscritti: le norme sulle società di professionisti vanno sbloccate. Perché da troppo tempo il relativo regolamento attuativo è fermo nei cassetti di qualche ministero.
La nota è un invito accorato a non aspettare le prossime elezioni per fare le proprie mosse. «Il Governo – si legge nell'appello - tenga fede all'impegno di rendere possibili le società tra professionisti, senza rimandare al prossimo esecutivo l'onere della loro regolamentazione. Ai professionisti italiani sono indispensabili, subito, strumenti che permettano l'aggregazione, l'interdisciplinarietà, la sinergia per affrontare un mercato sempre più difficile e complesso: sarebbe una beffa che proprio questo Governo, tanto impegnato a modernizzare la struttura del Paese, limitasse l'impegno dei professionisti italiani a innovare il loro modo di operare».

A firmare l'appello non sono solo il Consiglio nazionale degli architetti e quello degli ingegneri, impegnati da tempo in questa battaglia. Il documento porta anche le firme dei chimici, dei dottori agronomi e dottori forestali, dei geologi, dei geometri, dei periti agrari, dei periti industriali, dei tecnologi alimentari. Tutti insieme chiedono di sbloccare il Dpr di attuazione.
Per tutti loro la creazione delle società potrebbe essere una strada per attenuare gli effetti della crisi. Perché, come sostengono da tempo, tra tutti i provvedimenti di riforma delle professioni, questo è l'unico che può avere una reale positiva incidenza sul lavoro. Il varo del regolamento, infatti, contribuirebbe alla competitività con l'estero, dove già da anni esiste la possibilità di costituire questo tipo di società. E darebbe nuove opportunità di lavoro ai professionisti più giovani.
Fino a qualche settimana fa il principale freno alla partenza del regolamento era l'opposizione degli avvocati, in attesa delle loro norme sull'ordinamento forense. Arrivata la loro riforma, come ha ricordato il presidente degli architetti Leopoldo Freyrie in una missiva inviata al Governo solo pochi giorni fa (leggi articolo ), «adesso questo motivo di contrasto non ha più motivo di essere». E, quindi, si deve agire.
"«Non vorremmo – conclude la nota - che, come troppo spesso nel passato, anche questa riforma rimanga nel guado. Occorre invece, al contrario, che la regolamentazione sulle società tra professionisti venga deliberata dal Governo con la massima urgenza e comunque prima delle prossime elezioni politiche generali».

Al momento, comunque, non arrivano segnali che la partita stia per sbloccarsi. A rmando Zambrano, responsabile del coordinamento delle professioni dell'area tecnica (Pat) e presidente degli ingegneri, spiega: «Qualche giorno fa sembrava che fossero stati risolti tutti i problemi, poi c'è stato un nuovo stop del ministero della Giustizia. Da allora ci siamo attivati e io ho avuto mandato dal Pat di agire in tutte le sedi competenti per sbloccare la norma. Per noi è un provvedimento assolutamente indispensabile».


© RIPRODUZIONE RISERVATA