Progettazione e Architettura

Apre il terminal Av di Torino. Galleria urbana di 400 m firmata Arep e D'Ascia

Paola Pierotii

Una galleria urbana lunga 400 metri rivestita con una superficie vetrata di 15mila mq, coperta di cellule fotovoltaiche monocristalline. Un'infrastruttura alimentata dal sole. Un'opera costata 55 milioni di euro e frutto di un concorso internazionale di architettura assegnato al giovane italiano Silvio D'Ascia, alla società francese Arep con la consulenza di Agostino Magnaghi.

E' stata inaugurata oggi a Torino dal Presidente del Consiglio Mario Monti la nuova stazione di Torino Porta Susa AV, il secondo hub ad essere completato dopo Roma Tiburtina. Nuova architettura che nei mesi scorsi ha vinto il premio Eurosolar 2012 come migliore «architettura urbana fotovoltaica».

Il nuovo hub piemontese è dedicato al monarca sabaudo, con l'obiettivo di sottolineare il valore simbolico e il ruolo che la città di Torino ha avuto nell'Unità d'Italia. Durante la cerimonia è stata infatti anche svelata, nella galleria centrale, una stele con inciso il Decreto Fondamentale dell'8 febbraio 1848 alla base dello Statuto Albertino, promulgato da Carlo Alberto di Savoia.

Il concept. La stazione Av firmata da Arep e Silvio d'Ascia è un simbolo della nuova architettura italiana: efficiente in termini di sostenibilità e innovativa per la scelta di integrare il polo di scambio con un centro contemporaneo: la città entrerà in stazione e la stazione diventerà parte della città. I treni inizieranno a circolare e sono già state spostate le biglietterie di Trenitalia e Ntv ma, come è successo per la stazione romana di Tiburtina, bisognerà aspettare alcuni mesi per l'avvio dell'attività degli spazi commerciali.

I livelli che nella stazione Torino Porta Susa AV ospitano le diverse modalità di
trasporto (AV, treni regionali, metropolitana, taxi, auto, autobus, tram, moto e biciclette)
sono connessi attraverso collegamenti pedonali che garantiscono la continuità con i
percorsi urbani limitrofi. All'interno della Galleria urbana, le aree dei servizi dedicati ai
viaggiatori e alla città sono ospitate in volumi trasparenti in acciaio e vetro e nei due
livelli sottostanti ci sono parcheggi e locali tecnici.

Il contesto.
Situata tra la Spina (il grande viale alberato che attraversa Torino da nord a sud sul vecchio sedime dei binari ferroviari) e corso Bolzano, la stazione è formata da una galleria coperta da una vetrata lunga 385 metri e larga 30, ritmata ogni 100 metri da assi di attraversamento trasversali, posizionati in direzione del prolungamento delle strade dell'isolato. All'interno della galleria una serie di volumi in acciaio e vetro salgono da un basamento in cemento di due livelli, all'interno dei quali ci sono i parcheggi e i locali tecnici.

Il budget e gli effetti della crisi. I lavori sono costati 55 milioni per un'opera di 30mila mq di superficie. Quello di Porta Susa è un vero polo di scambio che consente ai viaggiatori di accedere facilmente ai diversi sistemi di trasporto: treni ad Alta velocità, treni regionali, metropolitana, bus, tram, automobili e mezzi a due ruote. A completamento di questo grande progetto è prevista anche una torre urbana di servizi (hotel, uffici, spazi e attrezzature pubbliche) accessibile al pubblico, che sarà costruita a sud.

«Non ci sono state particolari difficoltà tecniche nella costruzione di questa stazione – racconta il quarantacinquenne Silvio d'Ascia –. Sicuramente questo progetto ha dovuto però fare i conti con la crisi, con le difficoltà delle imprese italiane». Sono fallite ben due imprese nel corso del cantiere e l'opera è stata ultimata dalla terza cordata subentrata, guidata da Cesi con Bit per le strutture in acciaio. Anche se in ritardo, oggi il progetto Arep-D'Ascia è ultimato. Manca tuttavia l'elemento di congiunzione tra la galleria e il fabbricato viaggiatori che al momento resta ancora chiuso rispetto ai binari. «C'è una sorta di tappo – dice D'Ascia – che per il successo di questo progetto è fondamentale venga realizzato il più rapidamente possibile. Il ritardo è dovuto alle tempistiche dei cantieri adiacenti».

Le tecnologie. I materiali utilizzati per la realizzazione della nuova stazione sono principalmente il cemento per l'infrastruttura ferroviaria, il vetro, il metallo per le strutture della galleria vetrata e delle passerelle interne e la pietra di Luserna per le pavimentazioni.
L'intero volume della stazione sarà raffrescato in modo naturale dal volume dei binari, beneficiando di una forte inerzia termica, fino alla hall più aperta verso l'esterno. I progettisti hanno predisposto apporti puntuali di calore (inverno) o di refrigerio (estate) per migliorare il confort della struttura.

La nuova stazione in cifre


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