Progettazione e Architettura

Zambrano (ingegneri): «Riforma del Titolo V devastante, impossibile definire le competenze»

Alessia Tripodi

Non solo la burocrazia frena la professione degli ingegneri: «Bisogna rivedere i sistemi di gara nelle opere pubbliche e definire tariffe minime non obbligatorie»

«La riforma del Titolo V ha avuto effetti devastanti anche su urbanistica, lavori pubblici ed edilizia: con la sovrapposizione tra Stato e regioni è praticamente impossibile definire le competenze». Per Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, la burocrazia è uno dei principali ostacoli alla professione e il conflitto delle competenze tra gli enti «rende questo Paese incapace di garantire tempi certi: per esempio nella certificazione energetica - dice - ogni regione ha la sua normativa, non ci sono standard e linee guida omogenee a livello nazionale e questo è un problema per i professionisti, costretti a farsi largo tra una selva di adempimenti». Per questo secondo il presidente è «assolutamente necessario rimettere mano alla riforma del Titolo V».

Ma quello della burocrazia non è l'unico nodo. «Sulla vita professionale degli ingegneri - spiega Zambrano - pesa anche il problema dei sistemi di gara nelle opere pubbliche, dove bisogna rendere obbligatori gli importi a base di gara. Bisogna obbligare i responsabili del procedimento a porre a base di gara un riferimento, perché le soglie vengono costantemente violate per eludere il rispetto delle regole di pubblicità e trasparenza». C'è poi «un eccessivo ricorso all'appalto integrato che non garantisce trasparenza nell'affidamento alle imprese, che spesso si trovano a dover redigere progetti esecutivi senza riferimenti certi».

A livello nazionale, inoltre, i professionisti scontano «la mancanza di coraggio da parte del Governo a investire in infrastrutture: con il patto di stabilità - aggiunge Zambrano - si bloccano ingenti somme che potrebbero essere investite in un piano di infrastrutture per il rilancio dell'economia».
Ma è anche «urgente definire un piano serio di adeguamento del rischio sismico e idrogeologico: noi - dice il presidente - abbiamo lanciato un programma in tal senso che prevede anche incentivi e premi in volumetria per chi trasferisce le abitazioni in luoghi più sicuri e polizze assicurative su misura per i fabbricati».
Non ultima, infine, la questione delle tariffe professionali. «In questi anni - racconta Zambrano -c'è stata una grande battaglia sul tema, ma credo serva dare indicazioni certe sulle tariffe minime non obbligatorie per garantire maggiore trasparenza anche nel rapporto con i cittadini: un cliente che entra in uno studio di ingegneria deve sapere quali costi dovrà sostenere per le prestazioni».


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